
Mi sono imbattuto in questa illustrazione generata da un motore di IA che riprende una tematica da persona anziana, quale sono, che sempre più spesso e per sempre più persone sta diventando un tormentone sul quale riflettere.
A fronte di modelli commerciali dove tutto è Premium ed in licenza secondo un canone, di prezzi di tutto che salgono alle stelle, di pubblicità e di ambizioni milionare o multi-miliardarie, la verità vera è che anche qui al Sud Italia – dove la vita dovrebbe costar meno – si fa fatica ad arrivare a fine mese se non si sta attenti.
E ritorna il pensiero al desiderio di emigrazione verso altri stati in cui le cose vengono gestire diversamente che in Italia, e la preoccupazione verso il divenire dei nostri figli.
Noi cinquantenni di oggi, mediamente, moriremo nel tragitto casa-lavoro negli anni prossimi al pensionamento, sempre che l’evoluzione tecnologica non ci butti fuori dal mondo del lavoro prima.
Purtroppo si, il potere d’acquisto rispetto al mondo vissuto dai nostri nonni è totalmente differente. Negli anni ’50 una casa pesava circa 3-5 anni del reddito medio, oggi siamo tra i 6 e gli 8 anni, un valore che spalmato nei canonici 20 anni fa una differenza incredibile. I nostri nonni compravano case per i figli, la generazione odierna spera di vivere abbastanza per finirne di pagare una.
Relativamente all’emigrare non so, fin ora non ho mai trovato un paradiso, ogni paese è un mix di pro e contro, aspetti positivi e cose cui devi scendere a compromessi. Non è solo l’aspetto economico a decretare la qualità della vita.
Ciao,
Emanuele
Senz’altro … il problema è che in certi momenti questa nostra nazione diventa asfissiante, tanto più quanto vivi in zone disagiate a livello socio-economico e hai modo di confrontarti con il resto della Nazione.
Ma poi, una volta che hai lasciato casa, perché andare a soffrire per qualcosa che ti darà poco di più? Se salto deve essere, il guadagno deve essere sostanziale (a mio modo di vedere)