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Dopo le recenti cagate di Elon Musk e la sua direzione opinabile per il futuro di Twitter (uno (si apre in una nuova scheda) e due (si apre in una nuova scheda) nello specifico), mi sono deciso ad aprire un account sul network Mastodon. Dopo un po’ di ricerche la scelta è caduta su un server olandese: https://toot.community/@koolinus
Questo è il mio profilo, se va di seguirmi su quei lidi…
https://masto.cazzo.lol/@koolinus
[post aggiornato il 28 agosto 2026]
Vogliamo lavorare poco, goderci la vita – abbiamo scoperto solo recentemente che si vive una volta sola, prima pensavamo di essere immortali, evidentemente –, guadagnare molto (perché che cazzo ci faccio con 1.700 euro?), vivere in posti meravigliosi e possibilmente con un bel clima, trovare un sistema scolastico perfetto e non usare mai più la parola “sacrificio”, che la vita è già difficile così.
Cristiano Carriero (si apre in una nuova scheda)
Questo è il consumo di anidride carbonica che ogni caricamento pagina di questo sito web produce. Quantità che posso “pareggiare” rendendo il tutto ad impatto zero, piantando un albero all’anno. Vado a scegliere a quale associazione (in Italia e che operi qui nel nostro Paese) devolvere il mio contributo…
chi se ne frega, di Twitter. Innanzitutto, perché probabilmente ce lo troveremo tra i piedi ancora per molto tempo. In seconda battuta, perché con buona probabilità diventerà davvero un posto popolato da troll, suprematisti d’ogni tipo, incel e complottisti, molto più di quanto non fosse già. Non credo saranno mai la maggioranza, ma sappiamo bene che sono capaci di essere minoranze molto rumorose. Elon Musk ha deciso che vuole un pubblico fatto come lui, e sarà probabilmente accontentato. Nel tempo arriveranno soluzioni alternative anche migliori di Twitter, per ora ci accontentiamo di sopravviverci cercando di non impazzire.
No Rocket Science (si apre in una nuova scheda)
La sfida che abbiamo di fronte è quella di vedere nell’incompetenza una normale condizione alla quale non ci si può ovviamente abituare, ma occorre continuamente agire e approfondire acquisendo una nuova e necessaria meta-competenza relativa alla capacità di leggere il contesto. La lettura del contesto insieme all’assunzione di una vista sistemica e non lineare rappresentano oggi i pilastri per uscire dall’incompetenza e non cadere nella trappola della competenza certa; l’incertezza della competenza deve essere vissuta come lo stimolo continuo a ricercare e innovare la quotidianità dell’apprendimento.
Gianluca Cravera, La normalità dell’incompetenza: stimolo continuo verso il miglioramento (si apre in una nuova scheda)
la temperatura letale è più bassa di quanto pensassimo
è molto difficile determinare con precisione la temperatura che il corpo umano non riesce a tollerare, perché ci sono molti fattori di cui tenere conto. finora si pensava fossero 35° misurati con il termometro a bulbo bagnato (per tenere conto, appunto, dell’umidità). A Penn State hanno provato a farlo con uno studio empirico su 24 partecipanti, e dedotto che in realtà un corpo umano in salute tollera (in modo continuativo, senza conseguenze) temperature inferiori a quelle che ritenevamo tollerabili finora. siamo, dunque, tutti sotto stress termico da mesi. il paper.
Polpette #159 (si apre in una nuova scheda)
Dalla newsletter Polpette di Luca ‘Vanz’, una serie di link ed articoli sul perché questo giugno è stato quasi “letale” per la popolazione italiana, nonostante il termometro sia stato ben più caldo in altri anni. Speriamo bene per i prossimi mesi (ed anni), anche se la speranza al momento è molto flebile…
Agosto 2021, una straordinaria Molly Wright di soli 7 anni ci mostra quanto sia importante l’interazione adulto / bambino (non solo genitore / figlio) nei primi cinque anni di vita.
Un talk semplice, potente, significativo.
“I think there is a real relationship [between the two]: a society that tells people that they can achieve anything will also be a society that very swiftly develops a problem with self-esteem. If everybody expects to achieve everything, you’re going to get an awful lot of people who are feeling that something’s gone dramatically wrong with their lives.”
Alain de Botton (si apre in una nuova scheda)