La libera scelta è a ben vedere una scelta consumistica.

“Ogni epoca definisce la libertà in maniera diversa. Nell’antichità, libertà voleva dire non essere schiavi. Nell’epoca moderna la libertà viene interiorizzata quale autonomia del soggetto. È libertà di azione. Oggi tale libertà di azione sprofonda nella libertà di scegliere e consumare. L’uomo senza mani del futuro si dedica a una «libertà in punta di dita»: «I tasti disponibili sono cosí numerosi che i miei polpastrelli non potranno mai toccarli tutti. Per cui ho l’impressione di scegliere in piena libertà». La libertà in punta di dita si rivela un’illusione. La libera scelta è a ben vedere una scelta consumistica.”

Byung-Chul Han, Le non cose

Da una segnalazione di Luca, che ringrazio per la condivisione.

Le coordinate della felicità

Copertina del libro "Le coordinate della felicità" di Gianluca Gotto.

Il tema del benessere, della felicità, dell’equilibrio interiore è il protagonista di diverse letture iniziate e non ancora finite nello scorso anno. Il libro di Gianluca Gotto, invece, sono riuscito a leggerlo durante poche settimane a cavallo tra le festività natalizie e ieri. Oddio, forse le settimane non sono poche (quasi un mese e mezzo) ma le sessioni di lettura lo sono state.

Il libro racconta il percorso di emancipazione dalla vita conformista e dalla educazione ortodossa tipiche della società italiana che lo ha visto protagonista diversi anni fa. Ormai la sua vita cade in una specifica tipologia di vita che potremmo semplificare come hippie (sempre alla luce della educazione da me ricevuta), tipica di diverse personalità ormai affermate nel mondo del web (avrei potuto usare il termine guru, ma se c’è una cosa che lo contraddistingue è l’estrema umilità).

Un diario ex-post, scritto integrando ricordi e sensazioni. Fissando episodi che sono state per lui tappe cruciali di un percorso verso la propria libertà (che è anche l’amor proprio).

Ti lascio con la citazione di un passaggio, ma ne ho “sottolineati” diversi. Adamantini nella loro verità e nella loro concretezza

lo e il mio cuore ci pariamo spesso ormai. L’ho ascoltato sempre negli ultimi anni e ora mi trovo qui, seduto di fronte a una delle viste più incredibili che abbia mai avuto modo di contemplare. Condivido la strada e la vita con la donna che amo, mi guadagno da vivere facendo ciò che amo, conduco un’esistenza che amo. È tutta una questione di amore. La felicità è questo: ascoltare il proprio cuore e comprendere l’importanza di amare. Amare se stessi, amare gli altri, amare il mondo e il semplice fatto di esserci. Perché non tutti hanno questa fortuna.

Gianluca Gotto

23 MINUTI PER RIPRENDERSI DA UNA DISTRAZIONE

Mi è stato recentemente segnalato un lungo commento su LinkedIn in merito ad un recente studio [link al PDF] sulla produttività personale nel contesto lavorativo.

I consigli esposti sono probabilmente stati già sentiti / letti nel corso del tempo, da fonti diverse e disparate. Seguendo però il principio per cui ogni cosa, ogni giorno, è una cosa nuova per qualcuno, risegnalo a mia volta questa riflessione e soluzione sull’argomento.

Non farsi trasportare dagli eventi, dare una priorità alle cose, dare quindi un ordine allo svolgimento delle stesse concentrando i compiti principali in quelle fasce di orario in cui siamo più attenti e focalizzati. Dicendo no al resto degli input, e non lasciandosi distrarre (per quanto possibile).

il tempo della lettura

Sono abbastanza felice di aver portato a compimento la lettura di due libri iniziati quest’anno e di cui avevo accennato nella sezione /now di questo sito.

I libri sono:

Conto ora di portare a compimento la lettura di almeno di altri due dei libri elencati entro la metà di settembre. Assieme alla lettura di qualche fumetto che mi sono regalato in un paio di puntate in edicola / fumetteria. Uno è Groucho Quinto, pubblicato nel n°46 della collana Dylan Dog Color Fest.

Il lavoratore deve essere precario

Una volta, ma è una rimembranza vaga, ricordo la voce di mio padre borbottare qualcosa sul Capitale che illude il lavoratore di poter accumulare risorse tali da consentirgli di galleggiare, ma esse si esauriscono rapidamente e dunque egli affonda. Il lavoratore per poter galleggiare deve essere versatile, disposto a cambiare, rapido. II lavoratore deve essere precario. Il sistema guadagna sugli spostamenti, o sui dislivelli, i gradienti. Perestrojka! mi si rivela oggi come il grande esercizio di vivere con la partita Iva.

Chiara Valerio

C’era una volta … in edicola

Tempo di guardare avanti e celebrare il passato senza rimanerci aggrappati senza altro motivo che la nostalgia. I modi per comunicare il personal computing sono numerosi e le cose da dire sono moltissime. Basterebbe parlare di assistenti generativi spacciati per intelligenze artificiali, strapotere delle multinazionali nella scuola dove dovrebbe regnare l’open source, automazione e scripting nella vita quotidiana per sfuggire all’aurea mediocrità del good enough.

C’è molto da dire. Semplicemente, la carta non è più un mezzo plausibile.

Lucio Bragagnolo

Seconda citazione, oggi, dell’amico Lucio che mi vien voglia di riportare su questi lidi e condividere con te. L’argomento ‘rivista su carta’ mi è molto caro ed in passato sono stato un acquirente vorace. Riviste come Applicando o PC Professionale hanno riempito le mie librerie per oltre quindici anni … sino ad arrivare ad uno stop circa sei anni fa per una serie di ragioni tra cui mancanza di spazio e tempo materiale per riuscire a gustarmi con calma una lettura.

E adesso veniamo alla nota dissonante … sono senz’altro vecchio e ancorato a vecchi modi di imparare e fissare le idee. Sta di fatto che se mi immagino oggi a dover imparare qualcosa sono abbastanza certo di non trovare nella forma digitale la stessa cura e gli stessi approcci di un articolo o un libro cartaceo. Ho adorato l’approccio di PC Professionale che prima di una recensione dei “10 miglior monitor 2K da 27” per il tuo MacMini” [*] si lanciava in almeno sei pagine di spiegazioni di sigle e significati pratici delle mille voci presenti nelle schede tecniche. L’articolo per la rivista era pensato ed editato per un pubblico che andava dal nuovo arrivato al tecnico esperto, fornendo ad entrambi una nota interessante e formativa.

Hai provato di recente a farti una idea su un argomento banale come quello da me esemplificato on-line? Una miriade di ‘recensioni’ tutte uguali, riletture passive di schede tecniche senza mai una spiegazione di cosa si celi dietro a banali differenze di sigle alfanumeriche nel nome di un dispositivo e la loro reale utilità.

In qualche modo scrivere su carta imponeva un limite, un rigore, che oggi non vedo ne rispettati ne perseguiti da mille e mille autori. Si salvano pochissime risorse on-line di qualità seppellite da un rumore di fondo devastante e salvo poi sparire di botto come sta succedendo a Dpreview. E allora mi dico che forse il problema non è il supporto dell’informazione il problema…

La tecnologia è religione

Da qualche decennio il linguaggio alberga pure presso le macchine, dunque, come abbiamo imparato le preghiere e i riti, è utile che impariamo i codici. Dove c’è linguaggio, c’è vita.

Chiara Valerio

Ho da poco aggiunto questo libretto alla mia coda delle letture. In poche pagine ho già sottolineato qualche passaggio, di cui quello qui sopra è il più recente. Devo dire che sinora la lettura è gradevole ma sopratutto stimolante.

LE AZIONI VINCONO SULLE DISCUSSIONI

You can’t convince someone invested in their convictions to the contrary by arguments alone. Only actions can pry open a locked mind, and most minds remain locked most of the time. So if you wish to be persuasive, you ought to spend less time arguing and more time doing.

David Heinemeier Hansson

Dall’articolo più recente del blog / newsletter di David (co-fondatore della famosa azienda 37signals, Basecamp, Hey ed inventore del linguaggio di programmazione Ruby on Rails) ecco una bella citazione ‘motivazionale’ ad incitare chi lo legge a fare piuttosto che discutere.

(o meglio, piuttosto che perdere tempo a discutere)

Che si abbia torto o ragione, niente di più semplice della prova della realizzazione pratica di un’idea o un oggetto ci riesce a guidare e a riformulare le nostre ipotesi e rimettere a fuoco i nostri obiettivi. Un consiglio semplice, ma potente se ci pensi!