mas-cli una interfaccia a linea di comando per il Mac App Store

Qualche giorno fa, l’amico @masolino mi ha segnalato mas-cli: un progetto ospitato da Github per rendere accessibile da linea di comando l’App Store per macOS.

Il tutto, ovviamente, per rendere facilmente scriptabili le routine di installazione e aggiornamento del parco software aziendale in tutte quelle realtà dove ciò si rende necessario.

Un progetto di nicchia ma senz’altro interessante! mas-cli →

mac-cli example (2016-12-10)

Ricochet: un sistema di chat completamente anonimo per la massima sicurezza

Ricochet – anonymous instant messaging for real privacyRicochet is a different approach to instant messaging that doesn’t trust anyone in protecting your privacy.

Eliminate metadata. Nobody knows who you are, who you talk to, or what you say.
Stay anonymous. Share what you want, without sharing your identity and location.
Nobody in the middle. There are no servers to monitor, censor, or hack.
Safe by default. Security isn’t secure until it’s automatic and easy to use.

Ricochet mi è stato indicato da un amico in un gruppo Slack ‘privato’ di utenti entusiasti di tecnologie e sensibili alle tematiche di sicurezza e privacy. È un progetto open source, il cui sviluppo viene portato avanti da John Brooks e altri su Github e che – al momento – è possibile provare sul desktop (esistono build per Windows, macOS e Linux).
Come tutte le piattaforme giovani, il gruppo di sviluppatori è alla ricerca di utenti e sviluppatori per la crescita del progetto.

Sono intrigato dalla piattaforma e dall’assunto di base per lo sviluppo di questo sistema di comunicazione, ed ho quindi deciso di installarlo e provarlo, promuovendolo tra i miei contatti on-line. Se anche tu vuoi testare un po’ la piattaforma, ed aggiungermi alla tua lista di contatti, lascia un commento a questo post con un indirizzo email cui possa inoltrati il mio ricochet:id.

Di come rimuovere Disconnect e altre estensioni ‘globali’ da Firefox

Da tempo avevo tra le estensioni di Firefox disattivate ma non rimuovibili Disconnect e Disconnect Search. Oggi mi sono preso due minuti e ho cercato di capire perché non potessi rimuoverle dallo Strumento > Componenti Aggiuntivi del browser di casa Mozilla.

Dopo una ricerca ho scoperto le potenzialità offerte dallo strumento Risoluzione dei Problemi all’interno della sezione Aiuto. Purtroppo però operando da li non sono riuscito a risolvere… Le due estensioni risultavano sempre essere disattive ma non rimuovibili.

Mi è servita l’indicazione di andare nella cartella
/Library/Application Support/Mozilla/Extensions/{lungo-id-numerico}
del mio sistema attraverso il Terminale e da li, usando i privilegi amministrativi andare a cancellare le due cartelle 2.0@disconnect.me e search@disconnect.me:


mambo:~ nicola$ cd  /Library/Application\ Support/Mozilla/Extensions/
mambo:~ nicola$ cd  {lungo-id-numerico}
mambo:{lungo-id-numerico} nicola$ ll
total 0
drwxr-xr-x   4 root  admin  136  9 Giu  2015 .
drwxr-xr-x   3 root  admin  102  3 Giu  2015 ..
drwxr-xr-x  10 root  admin  340  4 Nov  2015 2.0@disconnect.me
drwxr-xr-x   9 root  admin  306  4 Nov  2015 search@disconnect.me

e quindi

mambo:{lungo-id-numerico} nicola$ sudo rm -rf ./*
Password:
mambo:{lungo-id-numerico} nicola$ ll
total 0
drwxr-xr-x  2 root  admin   68 27 Nov 18:25 .
drwxr-xr-x  3 root  admin  102  3 Giu  2015 ..

E tu, hai detto ciao ad Allo?

Circa un mese fa, Google ha rilasciato sul mercato il suo ennesimo tool di messaggistica istantanea. Dopo Google Talk, Google Hangouts, Google Duo ecco tra noi Allo.Google AlloTutto bello, tutto presentato esattamente nei modi e con le feature che ci si aspetta da un software di questo tipo nel 2016 … con il solito problema ben nascosto: l’assoluta mancanza di privacy degli utenti!

Siamo quindi alle solite …

Allo is currently on par with most chat applications, in that it uses HTTPS to secure transmission between devices. Put simply, it’s mostly safe from hackers, but the data is readily available at Google datacenters and readable by anyone with the clearance to do so. Like Snowden said, it’s essentially a honeypot for three letter government agencies. The information is stored in an identifiable way and just waiting for a subpoena to access it. As Snowden pointed out, it’s not like the subpoenas are difficult to get; the US foreign intelligence surveillance court approved all of nearly 1,500 communication intercept requests made by the NSA and FBI last year.

I nostri dati sono quasi al sicuro dalle intercettazioni, ma completamente alla mercé della capacità di analisi delle Agenzie governative statunitensi e alla curiosità di chiunque abbia modo di accedere a quei file; da li alla diffusione il passo è brevissimo.
Una mossa per proteggersi è quella di abilitare la modalità Incognito prevista dal programma, ma il buon senso consiglia di evitare del tutto applicazioni come queste così irrispettose nei nostri confronti!

[Voglio dire, abbiamo già le braghe calate con Gmail, Whatsapp, Facebook & co … che senso ha aggiungere un tool che fa le stesse cose senza alcun vero e tangibile vantaggio?]

SSL Always per Safari

SSL Always is a fork of the Safari web browser extension SSL Everywhere originally developed by Near Infinity to force SSL encryption for many of today’s popular websites. The extension leverages work done by the Electronic Frontier Foundation’s HTTPS Everywhere extension and has been updated to use the latest SSL rule sets as of November 8, 2015.

Se la sicurezza della navigazione web ti sta a cuore, se ti piace l’iniziativa della Electronic Frontier Foundation di portare l’HTTPS ovunque, e sei un utente Apple con Safari come browser di default potrà farti piacere l’esistenza di una estensione open source di terze parti, sviluppata secondo le linee guida della EFF. Questi ultimi infatti non si sono preoccupati di rilasciare un ‘plugin’ per il browser di Cupertino (e hanno parzialmente ragione) lasciando quindi i naviganti scoperti.

SSL Always è disponibile su GitHub e sembra un progetto interessante, anche se l’ultima release risale a quasi un anno fa. Io l’ho installata sul mio Safari 10 e non ho avuto particolari noie. Solamente oggi – ma da una connessione con problemi di accesso verso i server USA – ho avuto qualche problema di visualizzazione con alcuni spazi su Tumblr (tra cui il mio). Provalo anche tu e dimmi come ti trovi!

Come ri-attivare la funzionalità di ricerca di Day One 2 sul tuo iPhone

day-one-mac

Da quando è stata rilasciata la nuova versione di Day One, con il sistema di sincronizzazione cloud proprietario, mi è capitato un paio di volte che il sistema di ricerca delle voci di diario su iPhone non funzionasse.

Ho quindi contattato via Twitter gli sviluppatori che mi hanno indicato una soluzione (che ha funzionato): la ricostruzione degli indici dell’applicazione. I passi da seguire sono:

Day One > Settings > Advanced > Rebuild Index

Buon lavoro!

impariamo a programmare con ADA

https://www.instagram.com/p/BG2P_RxR3iG/

Ada — the new computer for Young Digital Makers →

Ada è un recente progetto che fornisce un kit hardware di base, basato su hardware Raspberry assieme a mouse, tastiera e un manuale, che connesso ad un monitor (o ad una televisione) già in nostro possesso, permette di realizzare una postazione di lavoro dove imparare a smanettare – in mancanza di un termine migliore – in piena libertà e con i giusti approcci educativi di adozione di software open source.

Mi è parso un progetto interessante da condividere, e mi chiedo se mai uno dei miei nipoti vi si approccerebbe con il giusto spirito …

Firefox, Google, certificati SSL e Kaspersky

no-kasperskyScenario: Sistema operativo Windows, browser Firefox, antivirus Kaspersky.

Al momento di caricare la banalissima pagina web www.google.it (oppure all’esecuzione di una ricerca tramite il motore di ricerca integrato in Firefox) si ha una bella pagina di errore. Certificato SSL sconosciuto ed un criptico SEC_ERROR_UNKNOWN_ISSUER

Commento: apposto!

Risoluzione: pare che Kaspersky intervenga abbastanza pesantemente sulle connessioni che il proprio computer Windows effettua (Google mi conta oltre 107mila risultati per questa chiave di ricerca). A parte opportuni setting nelle impostazioni del programma, ho scoperto che Kaspersky installa un suo certificato che viene usato per autorizzare tutte le connessioni SSL. Questo simpatico certificato NON viene letto da Firefox in maniera automatica, ma bisogna andarselo a cercare nel file system e quindi importare.

Solo in questo modo finalmente il certificato SSL che quei peracottari di Google hanno comprato viene riconosciuto come ‘autentico’ e quindi si riesce a navigare come se nulla fosse.

Il file da caricare si chiama ‘(fake)Kaspersky Anti-Virus personal root certificate.cer’ e a seconda della versione di Microsoft Windows installata può trovarsi in:

  • Windows 2000 / XP – %AllUsersProfile%\Application Data\Kaspersky Lab\AVP60MP4\Data\Cert\
  • Windows Vista / 7 – %AllUsersProfile%\Kaspersky Lab\AVP60MP4\Data\Cert\
  • oppure un path simile a C:\ProgramData\Kaspersky Lab\AVP16.0.0\Data\Cert\

[come riferimento si possono prendere questo documento o questo post nel forum di Kaspersky]


Risoluzione alternativa: cambiate antivirus, di corsa!

Thunderbird. Le voci sulla sua morte erano decisamente esagerate.

screenshot of my Thunderbird 45.0

Anche se sembra che la Mozilla Foundation voglia scrollarsi di dosso la responsabilità di portare avanti in prima persona lo sviluppo del client di posta elettronica Thunderbird, il mondo pare non essere preoccupato di ciò e la diffusione del popolare client nel mondo non fa che aumentare.

In un mondo sempre Gmail-centrico, dove i client diventano dei task manager, si è sempre in giro con device mobili e IMAP è il centro dell’universo … la gente usa la posta anche per altro, conservare dialoghi, idee, appunti, segnalazioni, newsletter, allegati (purtroppo).

Diversi articoli hanno evidenziato come l’adozione di un client desktop open source non sia in flessione, anzi.

Mozilla metric of Active Daily Inquiries (ADI)

Mozilla metric of Active Daily Inquiries (ADI)

Nonostante ne sia un devoto utilizzatore, devo colpevolmente ammettere che non riesco a seguirne lo sviluppo, quindi lo scorso mese all’arrivo della notifica di aggiornamento alla versione 45 ho fatto un salto dalla sedia (eravamo alla 28.qualcosa). Lo sviluppo continua !!!

La corposa lista di bug-fix e novità mostra una vivacità inaspettata e graditissima nel Progetto, che spero riesca ad ottenere al più presto una nuova casa e un nuovo slancio per ovviare a qualche problema (da 1° mondo … quale ad esempio il supporto ai display ad alta risoluzione).

Ti lascio con la segnalazione della bella recensione che il sito Ghacks.net ha scritto per Thunderbird 45.0.

Migrazione da VMware Fusion a Virtualbox

Un collega oggi mi ha chiesto cosa ne pensassi sul fatto se fosse ora o meno di aggiornare la sua postazione di lavoro da OS X “Yosemite” ad OS X “El Capitan”. Mi sono preso quindi qualche minuto di tempo per stilare una lista di applicativi usati e capire se ci potessero essere contro-indicazioni o meno. Come previsto di potenziali intoppi ce n’era almeno uno: VMware Fusion 6.

Questo applicativo, rilasciato nell’aprile 2015, non è ufficialmente supportato da VMware per l’uso con OS X 10.11. La software house indica la versione 8 dell’applicativo come quella certamente compatibile. La rete riporta esperienze varie sulla compatibilità ‘reale’ dell’applicativo, la cui noia principale consisterebbe nell’impossibilità di usare periferiche USB da parte del sistema virtualizzato.

La strada più economica per ovviare al problema a mio avviso è stata quella di pianificare una migrazione della macchina virtuale (Windows 7 a 64bit) su VirtualBox – il mio software di virtualizzazione preferito.

Logo di VirtualBox

Ho dovuto quindi affrontare il problema della migrazione (o esportazione) della macchina virtuale visto che nell’interfaccia grafica Fusion 6 non presenta alcuna opzione per l’esportazione delle macchini virtuali esistenti, e VirtualBox importa dei file già pronti ma non interagisce con virtualizzatori di terze parti.

Come sempre la rete porta ausilio e ho trovato nel post VMWARE FUSION TO VIRTUAL BOX di Brian Love la soluzione al mio quesito.

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