Ognuno fiorisce in modo diverso

Ognuno fiorisce in modo diverso
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Recentemente ho passato molto tempo con persone diverse da quelle che mediamente incontri per strada. Persone con un percorso di vita affatto facile, persone coraggiose, persone che combattono per altre persone (che siano familiari e non familiari).

Ecco, a queste persone coraggiose ma sopratutto a quelle che si ritrovano a doverlo essere loro malgrado, voglio dedicare queste parole. Alessandra (si apre in una nuova scheda) e le sue amiche hanno in corso vari progetti per supportare famiglie di bambini in difficoltà, ma le parole usate per questa campagna specifica trovo che abbiano un valore assoluto e universale. Utili a chi le voglia ascoltare e far proprie.

People & Blogs n°141

Seguo il blog (e tutti i lavori) di Manuel Moreale (si apre in una nuova scheda) ormai da tantissimo tempo. Stimo il suo approccio al web e al web design, e trovo sempre interessanti le cose che condivide. Fin da subito ho amato il suo progetto editoriale con cui si è proposto l’idea di intervistare persone che bloggavano regolarmente sui propri spazi personali, evitando tutta corrente mainstream di chi sceglieva invece piattaforme social per esprimere il proprio pensiero.

People & Blogs si è così evoluta nel tempo da rubrica editoriale all’interno di un blog personale (cosa che ancora è) in una vera e propria newsletter a cadenza settimanale. Il progetto di Manuel è totalmente nelle mie corde e ho seguito con interesse tutte le interviste, le evoluzioni del progetto e ad un certo punto ho preso coraggio ed educatamente mi sono proposto. Manuel è stato tanto gentile da accettare la mia proposta ed eccoci qui.

Se sei quindi curioso di vedere cosa ho risposto all’intervista, eccoti qui il 141° numero della serie [*]: People & Blog – Nicola Losito (si apre in una nuova scheda)

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[*] credo che pubblicherò una copia dell’intervista prossimamente anche su uno dei miei due spazi, come memoria locale.

Non è finita, fin quando finisce

Oggi è venuto a mancare Luca.

Conosciuto ‘in verticale’ diciannove anni fa, durante il secondo BarCamp italiano in Ancona, Luca è stato prima un corrispondente e poi un amico in questa seconda metà della mia vita. Una persona con cui parlare in maniera schietta, sincera, senza filtri ed ipocrisie.

Mi mancherai moltissimo…

Una lista casuale di cose che amo

Nella blogosfera indipendente un’altro dei giochini che va ora di moda è quello di condividere cose di sè. Dopo quello che si ‘odia’, (di cui ho scritto qui) o che non si possiede (che non ho raccontato), è arrivato il turno di condividere qualcosa che si ‘ama’.

Sono cose, ti preannuncio, forse banali. Ma ci sono momenti della vita in cui quello che è banale diventa la cosa più preziosa che hai al mondo e tu non fai che anelare con tutto te stesso per riviverlo. Andiamo.

  • abbracciare mia moglie al mattino
  • svegliare mio figlio al mattino (e godermi l’abbraccio che mi lancia prima che scenda dal letto)
  • ascoltare mia moglie quanto canta serena
  • vedere mio figlio fare le sue cose con piglio sicuro, padrone di se e del mondo
  • prendere in braccio il mio più piccolo e grattargli la pancia mentre mi fa le fusa
  • prendere un caffè e un cornetto in un bar specifico della mia città dopo una passeggiata nel parco per schiarire i pensieri
  • leggere un buon manga o un fumetto
  • ascoltare musica ad alto volume
  • fare una passeggiata in riva al mare quando il vento soffia da nord e ti taglia la faccia
  • vedere le persone creare qualcosa partendo dalle proprie passioni
  • vedere le persone dare il meglio di sé in pubblico

indefinito

Alle soglie della prima guerra globale mi chiedo che senso abbia fare le cose che facciamo ogni giorno, o se non dovremmo piuttosto veramente cominciare a prepararci al peggio.

Coincidenze?

Sappiamo tutti che l’astrologia è un mito, un artificio, una favola, una scusa che ci siamo costruiti per raccontarci come certi comportamenti ed attitudini non sono ‘colpa nostra’, ma dipendono da una congiunzione astrale a noi favorevole o meno. Dall’interazione gravitazionale di oggetti nel cosmo (relativamente) lontani ed irraggiungibili.

Eppure la realtà dei fatti spesso trova conferma nelle chiacchiere da rivista e da oroscopo. Giusto ieri, infatti, mi soffermavo sul fatto che le mie amicizie più durature, le persone che frequento con piacere e maggior frequenza da tanto tempo festeggiano il loro compleanno in queste date: inizio marzo, fine maggio, fine settembre / inizio ottobre, inizio novembre.

Immancabilmente. Tutti appartengono a precisi segni zodiacali, compatibili con il mio. Coincidenze?

40 domande da farsi ogni anno ~ 2025

Perché alla fine, dai, di che altro vuoi parlare?
Che se ti guardi intorno non c’è niente da cantare
Solamente un grande vuoto che a guardarlo ti fa male

È con queste parole in mente che mi approccio alla tastiera per tener viva una consuetudine che va avanti dal 2020 (si apre in una nuova scheda) (l’anno del COVID19, te lo ricordi?) che mantengo in questo mio diario digitale. Nell’ultima parte dello scorsi anno non ci sono state cose o eventi che mi abbiano portato alla condivisione su questo spazio e così questo post, invece che arrivare al 31 dicembre come consuntivo dell’anno passato, arriva il 5 gennaio quando un po’ la ruota ha ricominciato a girare e la routine a riprendere. Magari può essere un modo per uscir via da qualche brutta abitudine.

Andiamo quindi a compilare il questionario delle 40 domande da farsi ogni anno.

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balorda nostalgia

Recentemente sui social mi sono imbattuto con una certa frequenza in storie o reels dove con una mal celata nostalgia si evidenziava come le generazioni nate dal ’77 a metà anni ’80 siano state le ultime ‘benedette’ dal poter essere cresciute senza tecnologia e poi aver goduto del loro avvento.

Illustration of an Arcade Room
Retro arcade room with vintage machines, orange stools, and pendant lights. A nostalgic gaming atmosphere with vibrant colors.
arcade room — creata da Lulu, su Lummi (si apre in una nuova scheda)

La prima osservazione che posso fare, allora, sarebbe perché le generazioni nate dal 1968 al 1976 siano escluse.

La seconda è che le nuove generazioni sono vittime – se così vogliamo dire – di noi genitori. Presi da mille impegni extra (che i nostri genitori non avevano), molto spesso ci rifugiamo nella comodità del pozzo attentivo di un dispositivo tecnologico senza lasciare altre strade o opzioni ai nostri ragazzi. Io per primo sono colpevole di questo quando mi ritrovo a dover gestire per 3 ore al pomeriggio mio figlio dall’uscita da scuola all’arrivo della baby-sitter e, subito dopo il pasto, per poter lavorare in sincrono con i miei colleghi in ufficio lo lascio giocare con l’iPad o la sua Nintendo.

Mi rendo però conto che tutto questo danneggia la sua attenzione e interesse, per cui cerco poi di stimolarlo quanto più possibile con attività ludiche e non fuori casa, attraverso lo sport o l’interazione con i coetanei. Ed in questi contesti ho visto che i bambini sono sempre bambini. Gli basta lo spazio aperto, un sasso, un gradino, qualcosa che non sia piatto e scontato per destare il loro interesse ed attivare la loro necessità di movimento e voglia di stare assieme, dimenticando ogni tipo di schermo.

Sta a noi genitori mediare tra il buco nero attentivo dei moderni device [*] ed il mondo reale. Creare occasioni in cui far loro sporcare le mani, sentire le cose, assaggiare sapori, correre dei rischi ragionevoli.

[*] Che poi, oggi, non è neanche sono i videogiochi in sè – come si diceva ai miei tempi – a inghiottire i ragazzi, quando la sterminata disponibilità di giochi e – peggio – video su YouTube che sono il prodromo a quello che li aspetta sui social.

10 cose inutili che non sai di me

Nella blogosfera indipendente si sta propagando questa simpatica ‘challenge’ dove ciascuno racconta ai lettori dieci piccole ed inutili curiosità sulla propria vita. Visto che è in un certo modo divertente, ecco la mia lista.

Usi il filo interdentale?

Era una pratica che seguivo in passato. Recentemente, su consiglio dell’igienista dentale, sono passato all’uso dello scovolino interdentale. Sempre in tema dentale, l’idropulsore faceva parte della mia igiene orale, ma anche quello non lo uso da un po’.

Tè, caffè o acqua?

Non mi è mai piaciuto il tè, anche se sia mia madre che mia moglie sono bevitrici di tè. Anni fa, soprattutto durante i miei giorni universitari e all’inizio della mia carriera, bevevo molto caffè, anche fino a 7/8 caffè al giorno (il mio record è 11). Recentemente, a causa dei miei problemi cardiaci, il mio consumo di caffè è diminuito significativamente, limitandomi a 2 caffè espresso al bar al giorno e mezza tazza di caffè con latte al mattino per colazione.

Anche per ragioni mediche, dovrei bere molta acqua, ma con i primi freschi giorni autunnali, il mio consumo di acqua è diminuito significativamente. Generalmente preferisco acqua frizzante e fredda.

Scarpe Preferite?

Sneakers, essenzialmente sneakers. Ho anche scritto un post su di esse di recente. Ma ho sempre un paio di stivali invernali nell’armadio per quando il tempo diventa davvero brutto.

Dolce preferito?

Qualsiasi cosa contenga cioccolato. Non ho altre preferenze particolari oltre a quella.

La prima cosa che fai quando ti svegli?

Una carezza al mio gatto più giovane, che puntualmente viene a svegliarmi ogni mattina tra le 5:50 e le 6:10. Poi una carezza al mio gatto più anziano, che invece preferisce strusciarsi contro le mie gambe una volta che mi siedo sul letto. Poi andiamo in cucina, dove iniziano i miagolii, richiedendo (pretendendo?) la loro dose mattutina di croccantini. Dopo questo, posso finalmente andare in bagno, prendere le mie medicine e iniziare a preparare la colazione per mia moglie e mio figlio.

Età a cui ti piacerebbe rimanere?

Avendo compiuto da poco 51 anni, mi trovo spesso a pormi questa domanda. Soprattutto quando parlo con le mie nipoti ormai ventenni… Se devo fare una scelta, ora la mia preferenza sarebbe avere qualcosa tra i miei 35 e 42 anni.

Quanti cappelli possiedi?

Quattro. Un berretto di lana e tre cappellini da baseball. Questi tre si riferiscono ciascuno alla mia ‘appartenenza’ a un gruppo motociclistico.

Descrivi l’ultima foto che hai scattato?

L’ultima foto che ho scattato era della mia dose serale di medicine, a complemento della mia dose mattutina. Ho scattato le due foto come parte di una discussione sulla salute con un amico.

Il peggior programma televisivo?

La TV spazzatura è ovunque. I peggiori programmi sono quelli in cui mi imbatto la sera sul divano mentre faccio zapping, quelli che spettegolano o si addentrano morbosamente nelle notizie di cronaca nera, o peggio ancora, diffondono disinformazione, facendo leva sulle paure e l’esasperazione delle persone piuttosto che informarle obiettivamente sulla realtà delle cose.

Da bambino, qual era la tua aspirazione per l’età adulta?

Da bambino sognavo di viaggiare nello spazio. Guidare astronavi e muovermi tra i pianeti. Crescendo, il mondo della meccanica e degli sport motoristici mi ha sempre affascinato. Ho scelto ingegneria meccanica all’università per questo motivo. A venticinque anni, ho avuto il mio primo computer a casa, e da allora la mia vita è cambiata.

i sediolini del treno

Recentemente mi è capitato sotto gli occhi questa immagine e sono subito stato risucchiato dai ricordi, un po’ come Harry Potter che si immerge nei ricordi di Silente…

Correva il 1997 e verso le ventuno e spicci salivo a bordo del treno inter-regionale che mi avrebbe portato a Bologna, per poi prendere la coincidenza per Arezzo dove avrei passato le successive tre settimane lontano da casa all’interno del locale CAR (si apre in una nuova scheda).

Ricordo chiaramente il treno stracolmo di ragazzi, come me, con il cuore triste e le spalle piegate dal peso degli zaini che ci portavamo su. Il treno era talmente affollato che nello spessore dello spazio occupato dai sediolini aperti, come in foto, c’erano zaini e valigie con noi stesi o stravaccati alla meglio per recuperare qualche ora di sonno.

Sempre qui vagoni, e quei sedili, mi avrebbero accompagnato nella gran parte dei viaggi verso casa e di rientro in caserma. Sempre sporchi, sovraffollati, pieni di varia umanità e delle sue emozioni.