letture suggerite del 25 febbraio 2024

  • Companies are hiding their climate progress. A new report explains why.
  • Google shapes everything on the web. – un articolo che dimostra come, fatti alla mano, seguendo il mito della SEO e del piacere ai motori di ricerca non si faccia che impoverire il web. Viva il web anarchico, fatto di siti elegantissimi e siti di pochi bit che mostri la “biodiversità” del pensiero umano. I motori di ricerca, invece, dovrebbero interrogarsi sulla propria mission, se quella esplicita o quella implicita che le ha fatto diventare quello che sono. Il cambiamento è alle porte e lo scraping non lo fanno solo più loro;
  • Quando IL era il magazine più bello del mondo – bellissima. Una rivista bellissima. Ed una delle poche che mi ha dimostrato come la mia cultura si è grandemente impoverita. Il mio lessico impoverito. E si, va bene parlare chiaro e semplice, ma è anche bello usare parole esatte per descrivere pensieri esatti quando è il caso ed il contesto di farlo!
  • L’album delle foto reloaded – come sempre una illuminante riflessione di Fabrizio Venerandi;
  • Browsers Are Weird Right Now – una triste riflessione sullo stato dell’arte dei browser oggi. E chissà cosa scriverebbe in merito a quello dei client e-mail! Anzi, quasi quasi gli mando un’e-mail in proposito 😉

FLoC di Google è una cattiva idea, come proteggersi

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Ho appreso dell’iniziativa FLoC di Google circa un mese fa da un articolo dell’amico Emanuele, sempre attento e ‘sul pezzo’ sulle tematiche della privacy personale / aziendale, diventato probabilmente uno dei temi cardine del suo sito web.

Visto l’evolversi della consapevolezza degli utenti nei confronti dei cookie e delle loro capacità di tracciamento / profilazione utente, a Google hanno ben pensato di invertire il processo… sarà il tuo browser a fare tutto il lavoro.

Molto brevemente – tramite FLoC – il tuo browser saprà indicare alle piattaforme di advertising a che tipologia di utente appartieni basandosi sulla tua cronologia recente. Pensa che bello: sarà direttamente il tuo Google Chrome scintillante ad effettuare il tracking, senza rendere complicata la vita a Google!

Emanuele

Google Chrome è diventato, putroppo, il principale browser utilizzato al mondo… scalzando il (triste) primato che fu di Internet Explorer fino a qualche anno fa. Da oggetto tecnicamente all’avanguardia, veloce, ricco di funzionalità, si è al contempo trasformato nel principale strumento di “sorveglianza” di tutte le attività compiute sul web da parte del suo utilizzatore.

Un primo passo quindi è quello di interromperne quanto prima l’utilizzo… scegliendo un browser diverso. Il mio browser principale è Firefox, se fossi curioso.

Al consiglio nel post di Emanuele sopra menzionato, vorrei aggiungere con questo mio articolo quello di consultare la guida Opting your Website out of Google’s FLoC Network dedicata agli sviluppatori / gestori di server web per modificare i loro sistemi al fine di proteggersi attivamente da questa metodologia di tracciamento.

E poi, per chi usa WordPress come CMS per pubblicare il proprio sito web e vuole essere certo di non partecipare a questo “network di tracciamenti, volevo consigliare l’utilizzo del plugin:

Una volta installato e attivato, non c’è null’altro da fare… il plugin si occuperà di inserire gli appositi header HTTP nelle pagine del proprio sito per disabilitare il tracciamento mediante FLoC.

Letture suggerite del 10 gennaio 2021

Letture suggerite del 6 dicembre 2020

letture suggerite per il 20 Dicembre 2019

  • If Facebook or Google create their own currency, they can control our lives — sono felice di vedere che certe paranoie non sono solo le mie. Spero anche che i governi si oppongano a certe manovre commerciali. Spero…
  • Il troppo è tossico — quando Annamaria Testa scrive, io mi metto a leggerla attentamente…
  • Google’s new reCAPTCHA has a dark side – la nuova versione dello strumento reCAPTCHA di Google ha cominciato a diffondersi su centinaia di migliaia di siti web, cercando di ovviare alla frustrazione degli utenti nel doverlo compilare più volte in caso di accesso a qualche risorsa online di proprio interesse. Il problema è che lo strumento per il suo funzionamento si basa su tecniche di tracking degli utenti che non sono affatto rispettose della privacy, arrivando ad una tracciatura personale delle specifiche dei sistemi informatici usati per la navigazione e delle abitudini di navigazione di ciascuno.
  • Building greener cities: nine benefits of urban trees – La F.A.O. (organismo delle Nazioni Unite per il Cibo e l’Agricoltura) elenca nove dei principali benefici di una corretta piantumazione nelle città.
  • Preserving Laptop Stickers on MacBooks — da una segnalazione di Gustomela, un articolo su come preservare la propria collezione di adesivi messi sul proprio MacBook (ma il trucco vale anche per notebook di altra marca, ovviamente). Una roba da geek insomma!

Letture suggerite dell’11 Dicembre 2019

  • Google Spent 2 Years Researching What Makes a Great Remote Team. It Came Up With These 3 Things — sono sicuro di aver letto un titolo del genere l’anno scorso, magari lo avevo anche riportato tra i link ‘degni di segnalazione’, eppure l’articolo è solo dello scorso Aprile. Ad ogni modo semplificando al massimo i punti salienti sono: “Conosci i tuoi interlocutori”, “Stabilisci chiaramente le regole”, “Forgia legami” …
  • Why Mazda is purging touchscreens from its vehicles — un interessante studio di Mazda sulla gestione ‘multimediale’ in auto e durante la guida, che almeno stando a quel che leggo mi sentro di approvare.
  • It’s the middle of the night. Do you know who your iPhone is talking to? — sul Washington Post un articolo su quanto i nostri smartphone dicono su di noi, e a nostra insaputa, con una certa parte del mondo. Niente di nuovo o imprevedibile, certamente però qualcosa con cui dobbiamo fare i conti quanto prima …
  • Scontenti di essere riusciti — Annamaria Testa ci spiega perché le persone che hanno la propria felicità come obiettivo tendono a essere mediamente meno felici delle altre.
  • Goodbye, Chrome: Google’s web browser has become spy software – facendo seguito all’articolo sulle segnalazioni notturne dei nostri smartphone, ecco un altro articolo sulla avida gestione dei nostri dati da parte delle aziende pubblicitarie e di come Google con Chrome ne abbia agevolato il lavoro. Sulle pagine del Washington Post si arriva a definirlo come ‘spy software’ e si incoraggia l’uso di Firefox per la navigazione su PC e smartphone;

letture suggerite del 31 Marzo 2019