Letture suggerite del 5 febbraio 2023

Letture suggerite del 16 ottobre 2022

di quando un blog compie 18 anni

Era ieri che studiavo in facoltà e leggevo siti web fatti da persone come me. Non grandi testate, ma piccoli diari personali in cui – timidamente – ci affacciavamo alla pubblicazione di testi ed immagini on-line protetti da un nickname. Non eravamo tantissimi, come oggi, e c’era modo di incontrarsi, leggersi, conoscerci piano piano. Eravamo una Comunità.

Poi siamo diventati tanti, tantissimi, verrebbe da dire troppi ma non sarebbe giusto perché qui sul web c’è abbastanza spazio per tutti – e per alcuni abbiamo lasciato anche fin troppo spazio – e tutti hanno diritto ad un proprio spazio dove esplorare, conoscere e condividere le proprie ‘scoperte’.

E questo atto di condividere è un po’ il superpotere che oggi abbiamo tutti noi. E come per i super eroi ci hanno insegnato, da un (super) potere deriva una (super) responsabilità. Dobbiamo oggi essere consapevoli che per quando insignificante oggi ci possano apparire le nostre parole, emozioni, senzazioni, per qualcuno domani potranno essere dei piccoli punti fermi nel mare della vita.

Avevo pensato ad un bilancio di questi diciotto anni di blog, ad una disamina di cosa è rimasto e cosa è cambiato. Poi ho pensato due cose: la prima… che palle! La seconda: cambia tutto anche dopo 18 secondi.

Quello che a me è rimasto è la voglia di scoprire angoli del mondo attraverso gli scritti, e le foto, ed i video e la musica scritti da altre persone come me che vogliono condividere con il mondo la propria esperienza del passaggio su questo pianeta.

Vi ringrazio di esserci, nel bene – quando mi ispirate – e nel male – quando mi insegnate cosa non voglio essere e cosa non vorrei che mio figliƏ diventi mai.

Nicola

Edited in Prisma app with Thota Vaikuntam

Ecco, una cosa è cambiata… ho imparato a metterci la faccia nelle cose, diventando grande.

Avere un blog o costruire un blog?

L’amico Nicola D’Agostino, in questa piovosa domenica in cui scrivo, ha condiviso in un gruppetto di amici questa ironica infografica del creativo Rakhim … l’intento era di sfotticchiare i più tecnologici del gruppo, che spesso si ritrovano nel mezzo di infinite discussioni su quale sia LO strumento per avere un blog, piuttosto che valutare poi l’effettiva comodità del tutto e dati alla mano vedere ‘cosa funziona’ e cosa no.

Se il grafico riportato è chiaramente realizzato con intento umoristico, trovo che sia drammaticamente vero. Conosco solo due eccezioni a questa verità, Lucio e Alessio. E poi magari Ciro (che però usa uno strumento a parte).

del perché non farò una mia newsletter

Tempo fa avevo chiesto il parere di amici e lettori in merito alla creazione di una mia newsletter. Tra i votanti c’è stata una decisa vittoria a favore per la creazione di questo nuovo spazio.

Nelle scorse settimane però ho riflettuto se lanciarmi o meno e alla fine ho deciso per il no. Poi, per la più classica delle occasioni di serendipity sul web, dalla newsletter di Domitilla ho appreso dell’esistenza di questo post: Gli spazi privati sono un pericolo per l’open web.

Questa tendenza a chiudere il proprio pensiero esclusivamente in spazi privati mi ha indotto a riflettere sull’impatto complessivo che ciò può avere sull’ecosistema informativo del web. Non è che in questo modo, inconsapevolmente, si sta contribuendo a minare le fondamenta dell’open web, basato proprio sull’economia del dono ossia sulla condivisione pubblica del pensiero di milioni di persone?

Vincenzo Cosenza

Di buono però penso che rimarrà l’impegno a commentare (seppur brevemente) i vari link che andrò a proporre nella categoria linklog nelle prossime uscite, andando ad accontentare Cristiano che spesso mi dice gli piacerebbe sapere il perché di una segnalazione, per poter decidere se vale la pena seguirla oltre al fatto che chi propone l’articolo sia qualcuno che lui segue/rispetta…

dire grazie, e per favore

Poco fa mi sono ritrovato a commentare sul blog di Diletta un fatto ‘curioso’ che le è capitato oggi.

Una settimana fa Luca salutava me ed Emanuele (frequentatore di questi lidi) come i commentatori più presenti nel suo blog nel periodo più recente.

Entrambi godono di una certa fama, o visibilità. Per entrambi vedo reactions – come pare si dica in qualche gergo – ma nessuno che si fermi un secondo e come minimo ringrazi per l’aver condiviso una esperienza di vita, un aneddoto, un racconto del tutto gratuitamente.

Ho un’immagine che voglio riportare da tempo su queste pagine o sul mio Tumblr; in essa una citazione:

L’esperienza è una severa maestra perché prima ci sottopone il test, e dopo ci fornisce la lezione.

Vern Law

Quando leggiamo qualcosa (di interessante, si spera!) sul web e ne abbiamo occasione, perché non lasciare un commento all’autore, prenderci un attimo per dirgli “grazie, ho apprezzato” in maniera meno volatile di un commento su Twitter o Facebook o – peggio! – in una Storia?

E se abbiamo esperienze simili, o domande, o perplessità sull’argomento trattato, perché non cogliamo l’occasione e avviamo un confronto?

Nonostante l’opinione comune, nei posti dove la conduzione è oculata, i commenti sono un plusvalore del sito in se, e sono la linfa alla base del web inteso come luogo aperto di condivisione del sapere.

La mia è forse una battaglia futile, persa, idealista … ma voglio ancora combatterla. Nonostante tutto.

perché amo i blog

Before the echos and algorithms of social networks, there were the organic diversity and human connections of blogs. Although blogs may no longer be the most active parts of the Internet anymore, this blog is still dear to my heart.

Patrick Tanguay

Sedici anni di blog. Sedici!

Sedici.!!! Dico sedico anni, miseriaccia … il 28 febbrario del 2003 iniziavo timidamente e goffamente la mia avventura nel mondo del bloggin’e mai e poi mai avrei pensato di essere ancora qui a pestare tasti e ad interagire con te che mi leggi.

Per l’occasione non ho pensato o preparato niente di speciale, alla fine, avendo nella testa solo un’idea e cioè quella di dire GRAZIE.

Grazie in primis all’amico Fullo che ha dato corpo alla mia nascente curiosità del mondo del web, e poi grazie a tutti quelli che con il loro esempio, desiderio di condivisione e passione mi hanno fatto crescere con loro come – spero – cittadino responsabile e onesto nel web.

Devo anche dire grazie a tutti i troll e i maleducati … mi avete fatto capire cosa non volessi (e voglia) essere nel mondo digitale e non.

[wpitstats year=”2018″]

[wpitstats year=”2017″]

[wpitstats year=”2016″]

Lo scorso anno ha rappresentato un anno in crescita come volume di cose scritte (le statistiche si riferiscono solo a questo sito web ma ce ne sono altri) … nonostante i due enormi terremoti nella mia vita personale nel 2017 e nel 2018 ho ancora voglia di scrivere di quello che mi interessa, di quello che penso dovrebbe interessare tutti (le politiche sulla privacy e sull’uso della tecnologia come strumento di miglioramento della condizione umana) e come celebrazione della creatività umana.

Ho anche iniziato due progetti embrionali dove scrivere qualcosa di più intimo e personale, mentre eleboro ancora un significato ‘universale’ di quello che ho vissuto nel 2017/2018 e gli indizi li ho sparsi qua e la (e se sei interessato ti condividerò in privato).

Ancora grazie! E adesso via ai festeggiamenti! 😉