La libera scelta è a ben vedere una scelta consumistica.

“Ogni epoca definisce la libertà in maniera diversa. Nell’antichità, libertà voleva dire non essere schiavi. Nell’epoca moderna la libertà viene interiorizzata quale autonomia del soggetto. È libertà di azione. Oggi tale libertà di azione sprofonda nella libertà di scegliere e consumare. L’uomo senza mani del futuro si dedica a una «libertà in punta di dita»: «I tasti disponibili sono cosí numerosi che i miei polpastrelli non potranno mai toccarli tutti. Per cui ho l’impressione di scegliere in piena libertà». La libertà in punta di dita si rivela un’illusione. La libera scelta è a ben vedere una scelta consumistica.”

Byung-Chul Han, Le non cose

Da una segnalazione di Luca, che ringrazio per la condivisione.

La meditazione

(La meditazione) In un certo senso è come se cambiasse le coordinate esistenziali o fornisse un sistema di misura diverso, più consapevole di diversi elementi e più preciso.

Il paradosso è che, pur radicandosi nell’attimo presente, cambia il rapporto con il tempo, sia passato che futuro. Non li nega: li mette solo in prospettiva. Le ansie sono anticipazioni di un futuro incognito e quindi non possono angosciare adesso e ora, la nostalgia è una stanza della memoria da frequentare quando se ne ha voglia, ma non è una realtà parallela.

Martino Pietropoli

sottoscrivo ogni parola

C’è un esercizio di dissociazione che ci viene richiesto per vivere a nel mondo di questi tempi che trovo che sia particolarmente indicativo. Da una parte il mondo fornisce oggettive ragioni di preoccupazione che ci accompagnano in tutto quello che facciamo, dall’altra però è importante non farsi distrarre, continuare a parlare delle nostro quattro vaccate con convinzione. Sì, il mondo sta indubbiamente andando a fuoco, però: hai visto che cosa carina ho disegnato? Ovviamente mezza Italia è sott’acqua, spiace, ma possiamo soffermarci cinque minuti sul fatto che ho disegnato un altro calendario?

Oh, avete notato fra l’altro come la stessa generazione che ha costruito un’intera mitologia sull’alluvione di Firenze del 1966 e il loro essere angeli del fango che abbandonarono i volumi universitari con gesto plastico per andare a salvare gli inestimabili tesori artistici di Firenze è la stessa che non ha fatto assolutamente nulla per impedire che questi eventi succedano con frequenza trimestrale? Incredibile come certi vent’anni siano stati specialissimi e degni di commemorazione storica, e altri invece sono solo un qualunque venerdì del 2023.

Tostoini

vent’anni di blog

Patrick Rhone

“This blog has had many different points of focus over the years. From geeky, mainly Apple, tech stuff to GTD-driven personal productivity stuff, to practical/actionable life advice stuff to the anything goes sort of thing it is now. And, that’s exactly what a blog should be — a reflection of your interest and attention over time. A reflection of who you are right now and where you’ve been. Blogs are living things that should grow at the same rate we do.”

Patrick Rhone

Il lavoratore deve essere precario

Una volta, ma è una rimembranza vaga, ricordo la voce di mio padre borbottare qualcosa sul Capitale che illude il lavoratore di poter accumulare risorse tali da consentirgli di galleggiare, ma esse si esauriscono rapidamente e dunque egli affonda. Il lavoratore per poter galleggiare deve essere versatile, disposto a cambiare, rapido. II lavoratore deve essere precario. Il sistema guadagna sugli spostamenti, o sui dislivelli, i gradienti. Perestrojka! mi si rivela oggi come il grande esercizio di vivere con la partita Iva.

Chiara Valerio