Il lavoratore deve essere precario

Una volta, ma è una rimembranza vaga, ricordo la voce di mio padre borbottare qualcosa sul Capitale che illude il lavoratore di poter accumulare risorse tali da consentirgli di galleggiare, ma esse si esauriscono rapidamente e dunque egli affonda. Il lavoratore per poter galleggiare deve essere versatile, disposto a cambiare, rapido. II lavoratore deve essere precario. Il sistema guadagna sugli spostamenti, o sui dislivelli, i gradienti. Perestrojka! mi si rivela oggi come il grande esercizio di vivere con la partita Iva.

Chiara Valerio

C’era una volta … in edicola

Tempo di guardare avanti e celebrare il passato senza rimanerci aggrappati senza altro motivo che la nostalgia. I modi per comunicare il personal computing sono numerosi e le cose da dire sono moltissime. Basterebbe parlare di assistenti generativi spacciati per intelligenze artificiali, strapotere delle multinazionali nella scuola dove dovrebbe regnare l’open source, automazione e scripting nella vita quotidiana per sfuggire all’aurea mediocrità del good enough.

C’è molto da dire. Semplicemente, la carta non è più un mezzo plausibile.

Lucio Bragagnolo

Seconda citazione, oggi, dell’amico Lucio che mi vien voglia di riportare su questi lidi e condividere con te. L’argomento ‘rivista su carta’ mi è molto caro ed in passato sono stato un acquirente vorace. Riviste come Applicando o PC Professionale hanno riempito le mie librerie per oltre quindici anni … sino ad arrivare ad uno stop circa sei anni fa per una serie di ragioni tra cui mancanza di spazio e tempo materiale per riuscire a gustarmi con calma una lettura.

E adesso veniamo alla nota dissonante … sono senz’altro vecchio e ancorato a vecchi modi di imparare e fissare le idee. Sta di fatto che se mi immagino oggi a dover imparare qualcosa sono abbastanza certo di non trovare nella forma digitale la stessa cura e gli stessi approcci di un articolo o un libro cartaceo. Ho adorato l’approccio di PC Professionale che prima di una recensione dei “10 miglior monitor 2K da 27” per il tuo MacMini” [*] si lanciava in almeno sei pagine di spiegazioni di sigle e significati pratici delle mille voci presenti nelle schede tecniche. L’articolo per la rivista era pensato ed editato per un pubblico che andava dal nuovo arrivato al tecnico esperto, fornendo ad entrambi una nota interessante e formativa.

Hai provato di recente a farti una idea su un argomento banale come quello da me esemplificato on-line? Una miriade di ‘recensioni’ tutte uguali, riletture passive di schede tecniche senza mai una spiegazione di cosa si celi dietro a banali differenze di sigle alfanumeriche nel nome di un dispositivo e la loro reale utilità.

In qualche modo scrivere su carta imponeva un limite, un rigore, che oggi non vedo ne rispettati ne perseguiti da mille e mille autori. Si salvano pochissime risorse on-line di qualità seppellite da un rumore di fondo devastante e salvo poi sparire di botto come sta succedendo a Dpreview. E allora mi dico che forse il problema non è il supporto dell’informazione il problema…

Chi ci portiamo

Come si allestisce una scuola che produca persone formate, capaci di intendere un ragionamento, di maneggiare numeri, comprendere un concetto? Come si costruisce una società dove l’intelligenza (letteralmente, la comprensione) del mondo sia un titolo di merito effettivo e un incoraggiamento per gli altri? In che modo promuovere la superiorità del pensiero sopra il riflesso della parte rettile del cervello?

Lucio Bragagnolo

La tecnologia è religione

Da qualche decennio il linguaggio alberga pure presso le macchine, dunque, come abbiamo imparato le preghiere e i riti, è utile che impariamo i codici. Dove c’è linguaggio, c’è vita.

Chiara Valerio

Ho da poco aggiunto questo libretto alla mia coda delle letture. In poche pagine ho già sottolineato qualche passaggio, di cui quello qui sopra è il più recente. Devo dire che sinora la lettura è gradevole ma sopratutto stimolante.

cambiare tutto per non cambiare niente

… le necessità e le voglie degli esseri umani restano le stesse da qualche migliaio di anni: comunicare, commerciare, incontrare nuove persone, giocare… Qualsiasi nuova tecnologia venga fuori (gli smartphone, GPT o il teletrasporto) cambierà tutto perché fornirà nuovi mezzi per soddisfare tutto ciò, ma non cambierà niente negli esseri umani che restano gli stessi.

Luca Accomazzi

LE AZIONI VINCONO SULLE DISCUSSIONI

You can’t convince someone invested in their convictions to the contrary by arguments alone. Only actions can pry open a locked mind, and most minds remain locked most of the time. So if you wish to be persuasive, you ought to spend less time arguing and more time doing.

David Heinemeier Hansson

Dall’articolo più recente del blog / newsletter di David (co-fondatore della famosa azienda 37signals, Basecamp, Hey ed inventore del linguaggio di programmazione Ruby on Rails) ecco una bella citazione ‘motivazionale’ ad incitare chi lo legge a fare piuttosto che discutere.

(o meglio, piuttosto che perdere tempo a discutere)

Che si abbia torto o ragione, niente di più semplice della prova della realizzazione pratica di un’idea o un oggetto ci riesce a guidare e a riformulare le nostre ipotesi e rimettere a fuoco i nostri obiettivi. Un consiglio semplice, ma potente se ci pensi!

sull’essere parte della cultura della società

If you have a keyboard, you have the chance to speak to some people – the people who want to hear from you. It is possible, when the stars align, for that group to be a billion, or it might only be ten, but there is a number of people that you can engage with and if you change the culture then you change everything.
My argument for more than twenty years has been that we are each responsible for the culture where we are living, because we each have the ability to do something about it.

Seth Godin