ciao, ma ti ho detto che sono diventato Ducatista?

Un commento di Luca sul suo blog mi ha fatto rendere conto che, nel turbinio della vita moderna [cit.], non to ho ancora raccontato che nel 2018 ho venduto la mia fedele Yamaha FZ1 Fazer e ho coronato un piccolo sogno, che covava in me sin dal 1992.

Sono diventato infatti il possessore di una – meravigliosa – Ducati Monster 1200S, nella colorazione Liquid Grey tipica delle versioni più sportive di alcuni Audi RS (Audi, per chi non lo sapesse, è azionista di maggioranza dell’azienda motociclistica italiana).

Il mio idillio con lei ha rischiato di interrompersi sul nascere, a causa di un bel problema personale, per fortuna oggi risolto. E quindi compatibilmente agli impegni dell’essere marito e papà in alcune splendide giornate di sole mi ritrovo a cavalcare una moto eccezionale.

Ma come ho promesso a Luca mi limiterò nel parlare di moto – per qualche momento – e della moto in sè parlerò in un prossimo post.

https://www.flickr.com/photos/ni-kool-a/41807681805/in/album-72157692039946470/
io ed il mio Mostro
https://www.flickr.com/photos/ni-kool-a/43396129595/in/album-72157692039946470/
il Mostro e l’inglese di casa

E tu, hai una moto? Quale?

Ducati Multistrada 1200 S, un piccolo report

Ho avuto finalmente moto di provare il nuovo oggetto del desiderio motociclistico del 2010: la Ducati Multistrada 1200 S.

Complice il bel tempo e un amico il giro è stato fuori della trafficata città  e lungo una trentina di chilometri sul curvoso primo tratto della Altamura/Corato.

Va premesso che che è stata la mia seconda volta alla guida di un bicilindrico (la prima secoli fa con la 1^ serie della Suzuki SV650).

La moto, appena ci sali in sella, fa una magia … scompare!

Nonostante l’altezza oggettiva del mezzo, i 200kg di peso ed i miei timori nell’approccio ad una moto totalmente diversa da quel che mi è noto da una vita motociclistica (solo stradali, manubrio o semi manubrio) dal mio metro e settanta, pur non toccando appieno con i piedi a terra non ho avvertito alcuna incertezza “dondolandola” da fermo e nel piazzale del benzinaio dove ho cominciato il giro.

La seconda cosa che ho notato è che la seduta è quasi “univoca” e perfetta … in marcia non mi son dovuto muovere in alcun modo per nessuna manovra (estendo il concetto meglio tra poco).

Metto in moto e il rombo del Desmo mi sorprende, e continua a farlo per tutta la guida … Mi chiedo, ora son qui che mi diverto, ma alla lunga, dopo due o tre ore continue di guida gradirò ancora questa sua presenza ?

Ingrano la prima (senza il clack tipico delle Yamaha) e volo via … la progressione è sempre esaltante … Urban, Touring e poi Sport, la moto prende giri affamata in qualunque modalità di guida. Durante la marcia userò sempre e solo UN rapporto (credo la terza) con un’erogazione ampia dai 40 ai 150 *coff* *coff* …

Ma sto guidando la MTS1200 all’aperto e non in città  e il modo Urban mi sa di sfigato … Perciò vado solo di Sport e Touring con la prima modalità che rende esaltante e immediata ogni minima rotazione del gas … la Touring non smorza la verve, solo “rallenta” in qualche modo questa manona che ti tiene le chiappe e lancia via verso la prossima curva.

Come accenato poco sopra si ha la sensazione che la posizione di guida sia “fissata” da progetto, in maniera perfetta … la sella del passeggero non permette di arretrare oltre un certo limite e nelle prime manate di acceleratore fa da fermo al tuo scivolare all’indietro e da punto d’appoggio nella vigorosa spinta del motore.

Rilevo anche che la posizione delle braccia è naturale e non ho mai avuto quella sensazione di contrazione che una certa mia ansietà quando sono in sella mi porta a irrigidire la schiena.

Il freno posteriore sotto lo stivale destro non lo sento proprio, la moto è stretta … molto specie rispetto al mio quattro cilindri frontemarcia … ma a che mi serve ? Due dita che sfiorano il freno anteriore e la moto si mette in assetto e via, si curva!

Ma … sono con le braccia aperte, la schiena dritta, arrivo a questa curva cieca destra ed in salita che tanto mi esalta con la Fz1 … come si imposterò la curva in questa posizione ?

E qui sta la magia più grande della Multistrada, chiudo il gas, mi allargo verso la mezzeria e puff ! Ho svoltato!!! … Stretto, largo, in salita, in discesa … senza alcun balletto in sella faccio le curve, anzi me le bevo e non me ne rendo conto ! I miei amici dietro mi dicono che rispetto a quando gli facevo strada all’andata sulla Fz1 ora sulla via del ritorno sono tra ad un passo di almeno 30km/h più spedito!

Io, il re dei fermoni su strada!

A metà  accosto, voglio far provare la moto al terzo del gruppetto, e qui le uniche due magagne che ho incontrato:
– manca l’hazard;
– con lo stivale “racing” non c’è verso di “prendere” il cavalletto, mi scivolava sempre dietro il tallone.

Torno in sella alla mia Fz1 e la prima cosa che penso, messa la prima e ripresa la marcia, è che c’è qualcosa che non va nella posizione di guida, nell’erogazione … s’è forse rotto qualcosa ?

Ricapitolando, i pregi:
– erogazione … immensa,
– posizione di guida perfetta (per me, 170cm),
– leggerezza della moto,
– facile da spostare in manovre urbane.

I difetti:
– il costo !!!!!

più seriamente, la difficoltà di prendere il cavalletto laterale con lo stivale, la mancanza dell’hazard, una rumorosità meccanica che alla lunga potrebbe (ho detto potrebbe) stancare.

Sono davvero curioso, ora, di provare una versione “base” senza le sospensioni elettroniche e vedere quale sia l’assetto standard e se è parimenti efficace. In tal caso i 14mila euro che sarebbero necessari all’acquisto spaventano meno dei 18 e passa della versione da me provata!

Un altro dubbio è sulle splendide valigie laterali … mi chiedo se la capacità non è limitata come quelle delle borse originali per la Fazer (non ricordo se sono estendibili come quelle della BMW).

Ah, quasi dimenticavo … essendo la chiave elettronica si tende a tenerla in tasca sotto zip, quando ti fermi a far benzina oltre a levarti i guanti devi anche aprire la zip della tasca o della giacca, sfilare la chiave, aprirla e aprire il bocchettone … la cosa per noi dotati di moto tradizionali e’ istintiva, spegniamo il quadro e sfiliamo la chiave e apriamo il tappo … invece così si introduce un’operazione aggiuntiva che ti fa pensare “ma quanto costa il tappo elettronico? Sarebbe così comodo!“.

ed ecco la Ducati HyperMotard

Esco a prendere un caffè in questo pomeriggio umidissimo e bollente quand’ecco che ti vedo ?

Senza dubbio LA moto del 2007 signori.

Piccolissima, molto aggressiva, bella di quella bellezza ignorante che poche moto possono vantare … come la KTM SM-690 – per fare un nome – ma molto, molto più ricca di fascino e fattore X che ti va venire voglia di salirci in sella e dare gas !

Ducati Hypermotard

Un sogno da 13mila e passa euro, in configurazione S, con le sospensioni Ohlins in bella mostra.

Ducati Hypermotard

Che dire, avendo il portafogli a fisarmonica non me la farei mancare in garage 😀