Internet è piccolo

Infine internet. Internet è piccolo. Te ne rendi conto quando sei lì nel letto. Perché in realtà mentre sei lì, solo a casa, per ore e ore, tu non vuoi girare su internet, tu vuoi feedback. Notifiche. Gratificazioni. Vuoi comunicare, ah dannata abitudine umana. Comunicare. Ma non troppo, la gamma della comunicazione che non include gente che inizia a romperti i coglioni su qualcosa. Comunicazione gratificante. Creativa. Superficiale.

E quindi resti sempre sui cinque/sei siti che ti garantiscono ritorno, cuoricini, segnini rossi di spunta, notifiche. E lo fai per ore. Alla sera, dopo una giornata così social, aspetti solo di scomparire nel nulla

Fabrizio Venerandi

Credere obbedire condividere

quando siamo di fronte a qualcuno che ci racconta qualcosa, qualcosa che ha vissuto in prima persona, mettiamoci nell’ordine di idee che quella persona non ci sta raccontando le cose come sono davvero andate. Ci sta “mentendo”.

Ci sta raccontando il suo storytelling della cosa, l’avvenimento al filtro delle sue idee, dei suoi traumi, dei suoi preconcetti, degli stereotipi che ha in testa. Ogni persona è una fonte, ma non della cosa successa: dell’esperienza di essere stati lì, umani, con tutto se stessi.

Fabrizio Venerandi

Consiglio davvero la lettura di questa riflessione di Fabrizio. Utilissima in tempi come questi, dove dopo la ‘narrativa’ della pandemia, si è quasi alla saturazione grazie alla sovrapposizione della narrazione del conflitto Russia / Ucraina (e conseguente fioritura di problematiche economiche, politiche e militari dalle eco inquietanti… tali da non permettermi di vivere serenamente la visione di un telegiornale, specie se di proprietà di un certo personaggio che vive ad Arcore).
Chiudo qui i commenti, e invito chi volesse a commentare sul blog di Fabrizio…

Letture suggerite del 20 settembre 2020

Non è facile fare un ebook

… sarà un percorso lungo per riuscire ad avere la maturazione di questo qualcosa che è il libro digitale. Ci sono le sirene della multimedialità, quelle delle applicazioni, quelle delle web-app, quelle del libro di carta, qua è là ci sono ancora le secche del PDF di stampa e dei DRM. Ma chi fa ebook, davvero ebook si rende sempre più conto che l’editoria digitale è una cosa troppo importante per lasciarla andare avanti per forza di inerzia, delegando lo sviluppo agli algoritmi di acquisto di Amazon o alle scelte di mercato di altri grossi attori della distribuzione e produzione di beni elettronici.

Fabrizio Venerandi, 5ª di copertina