Letture suggerite del 13 Novembre 2019

Bari. Riflessioni post-elettorali.

In una giornata buia come quella di ieri è stato come scorgere l’arcobaleno in un cielo plumbeo l’arrivo della notizia della netta vittoria – al primo turno elettorale – di Antonio Decaro come rinnovato sindaco della città di Bari.

I motivi del mio gioire della sua vittoria sono riassunti nel concetto chiave che un uomo di uno schieramento politico può — attraverso il quotidiano lavoro di cura della Res Publica, l’impegno diretto, l’onestà di ammettere sbagli e l’umiltà di dare di conto delle proprie scelte, nonché portando avanti una precisa idea politica — farsi votare da un simpatizzante / elettore di schieramento avverso e quindi essere legittimato a rappresentare e guidare la propria comunità.

Certo, condire la vittoria con parole come:

“Non è un miracolo, sono stato il sindaco di tutti e continuerò a esserlo. Questa vittoria non è un miracolo ma il riconoscimento del buon lavoro fatto […] So che molti mi hanno votato per essendo distanti dalla mia parte politica, vi prometto che rispetterò tutti. Rispetto, ascolto, umanità saranno le mie parole d’ordine“.

Antonio Decaro, 27 Maggio 2019

non è che la ciliegina sulla torta.

Adesso non resta che rimboccarsi le maniche e rendere Bari una città migliore, oltre che dal punto di vista promozionale (vedi l’endorsmet ricevuto da Lonely Planet come una delle migliori mete ‘underratedin Europa. E magari evitare scempi come questo, ripreso passeggiando per strada una delle scorse mattine nel quartiere San Pasquale (che per i non baresi non è affatto estrema periferia).

via loulou_aubergine

P.S. = se non avessi colto la citazione, l’opera cui viene riferimento è questa performance fatta da Banksy in occasione della Biennale d’Arte a Venezia il 9 maggio 2019 e salita alla ribalta della cronaca, con la sua pubblicazione on-line lo scorso 22/23 maggio.

La miglior macchina fotografica

… è quella che hai sempre in tasca!

IG: @justphotons

Apple ha recentemente premiato i migliori scatti fotografici realizzati con l’ausilio di un iPhone. Dal vincitore ai menzionati si vede come, prima di tutto, conta l’occhio del fotografo. Il suo saper raccontare

Quando poi lo strumento asseconda la creatività dell’autore allora i risultati si fanno spettacolari.

memoria senza foto

Il digitale ha cambiato l’essenza stessa della nostra memoria, rubandole l’immaginificità, che come leggo su Treccani è la qualità del greco εἰδωλοποιός, la capacità cioè di creare immagini, non di subirle da una fotografia.

Leggo questa frase dall’ultimo post di Gustomela e, come raramente accade, non ne condivido la portata emozionale.

Anche della mia adolescenza oggi, 30 anni dopo, ho pochissime foto sotto mano eppure quelle esperienze mi hanno formato, e le volte che mi capita di rivedere un vecchio scatto il meccanismo mentale che parte nella mia mente è di misurazione del mio grado di ingenuità dell’epoca, delle aspettative che avevo, di quale punto della mia vita sto oggi occupando e non ho nulla di mitico o immaginifico da celebrare.

Quello che mi manca è il profumo della libertà che ho potuto vivere, di cui oggi tra mille responsabilità e obblighi dell’essere ‘grande’ gioco-forza posso assaporare in pochi, rarissimi momenti.

Letture suggerite del 2 Aprile 2018

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Ok, oggi è Lunedì di Pasquetta e, almeno qui, il meteo è meraviglioso ed ideale per andare in giro. Ma se poi volessi rilassarti rientrato a casa ecco qui i classici 5 link che ho trovato di particolare interessa, tanto da meritare una segnalazione…