MacBook Pro (mid.2010) e GPU Panic … penultimo capitolo

Ormai è diventata una saga la mia lotta con i crash di sistema indotti da GPU Panic … Dopo i rimedi proposti nei precedenti due capitoli [primo, secondo] di questo blog dedicati al problema, sono venuto a conoscenza delle due soluzioni proposte da un bel thread sul forum americano di Macrumors dedicato al problema: GPU Kernel Panic in mid-2010; what’s the best fix? →

Credo che qui siano elencate le mosse definitive per la soluzione del problema … non credo che Apple dedicherà alcuna risorsa per la soluzione di un problema che affligge macchine vintage.

La prima soluzione è di carattere software … un utente ha individuato una serie di valori  da impostare nella kernel-extention AppleGraphicsPowerManagement.kext per far si che non venga mai richiesta la massima potenza alla scheda video discreta (sono disponibili 4 livelli … lui si ferma al terzo disponibile).

La seconda è quella di cambiare uno specifico condensatore – dal costo di 3$ scarsi se acquistato singolarmente – sulla motherboard, nel circuito di alimentazione della scheda video. Per operare questa modifica è necessario smontare completamente il Mac ed affidarsi ad una persona capace, in grado di rimuovere il condensatore originale e montare il nuovo senza danneggiare la scheda madre.

Da un paio d’ore, dopo l’ultimo crash, mi sono deciso a disabilitare il meccanismo di sicurezza SIP e ad adottare il metodo della modifica della kext.

Ti farò sapere come procede ! (e se sarò costretto alla sostituzione del condensatore)

macOS 10.12 Sierra e i GPU Panic

*** Panic Report ***
panic(cpu 1 caller 0xffffff7f9375ebce): "GPU Panic: [<None>] 5 3 7f 0 0 0 0 3 : NVRM[0/1:0:0]: Read Error 0x00000100: CFG 0xffffffff 0xffffffff 0xffffffff, BAR0 0xd2000000 0xffffff912c843000 0x0a5480a2, D0, P2/4\n"@/Library/Caches/com.apple.xbs/Sources/AppleGraphicsControl/AppleGraphicsControl-3.13.74/src/AppleMuxControl/kext/GPUPanic.cpp:127`

Questo errore, in alcune varianti, affligge il mio MacBook Pro (mid.2010) sin dall’estate del 2011. Assieme a tutti gli altri modelli che dal 2008 (almeno) al 2013 (almeno) è stato soggetto a una campagna di richiamo per la sostituzione della scheda video – che essendo saldata alla scheda madre implicava una sostituzione di tutto il core del portatile. A suo tempo ho fatto il richiamo.

Questo però non mi ha salvato, negli anni, da una serie ripetuta di crash. Crash che si sono andati ad intensificare negli ultimi mesi … in particolare dallo scorso 20 settembre 2016, data di rilascio di macOS 10.12 ‘Sierra’.

In primo luogo questo mi ha portato a realizzare la mia decisione di rinfrescare la pasta termica usata per la dissipazione di calore di CPU e GPU, poi … visto che i crash non terminavano, mi sono messo a cercare le cause del problema … tenendo conto che i termini del richiamo per me sono terminati, in quanto il mac è stato dichiarato Vintage [*].

È stato quindi sul forum di supporto ufficiale Apple che ho scoperto come – vista la recrudescenza di casi di GPU Panic analogo al mio – questi fenomeni siano dovuti a qualche cambiamento a livello di driver che ha reintrodotto instabilità nel passaggio del segnale video dalla scheda video integrata (nel mio caso Intel HD Graphics 288 MB) a quella discreta (NVIDIA GeForce GT 330M … modello per cui sino a Snow Leopard esisteva un driver ufficiale nVidia da poter scaricare e usare).

La soluzione proposta è quella di disabilitare la funzione di scambio (switching) tra le due schede andando ad operare nell’apposita voce presente nelle Preferenze di Sistema, sezione Risparmio Energia del Mac. In questo modo il computer utilizzerà sempre la scheda grafica ad alte prestazioni. E la batteria potrebbe durare di meno … ma a questo punto chi se ne frega se do uno stop a questi crash improvvisi!

macos-video-card-switching

Vi terrò informati sugli sviluppi!


[*] Cosa che comporta il fatto di non poter più procurarsi ricambi originali Apple attraverso il loro servizio assistenza, e quindi costringe alla ricerca su eBay o altrove con tutti i rischi connessi.

Ecco. Non sono il solo.

Barattare delle caratteristiche hardware di base con una Touch Bar glamour o con una oretta in più di durata della batteria è incomprensibile, almeno dal mio personalissimo punto di vista. Se devo lavorare in mobilità, l’iPad o l’Air mi bastano e mi avanzano. Ma se devo lavorare seriamente in mobilità, ho bisogno di una macchina potente e veloce, il fatto che debba collegare o no all’alimentatore diventa quasi sempre irrilevante.
Sabino Maggi

Lo stato di Apple nel 2016

Apple magic mouse 2 during charging

Il keynote di Apple ieri mi ha ferito. Da appassionato utente Apple sono in preda a dei moti di sdegno, disgusto, analisi di quello che offre la concorrenza. Mentre faccio sedimentare tutto, e leggo commenti qua e la nel web, si rafforza l’immagine qui sopra. Quello che meglio – secondo me – rappresenta le storture di Apple oggi sotto la guida di Tim Cook e del resto del management di Cupertino. Perché la presa di carica non è stata messa lateralmente ? Perché devo tenere il mouse in quella posizione ridicola durante la carica? Dov’è l’eleganza nella progettazione e realizzazione tecnica ?

(non parlo neanche del perché della porta Lightning o del fatto di non aver adottato un sistema di carica ad induzione, come terze parti da anni offrono e che ho adottato in ufficio e a casa)

Lavorando con un iPad

Parlare di Windows, dunque, significa confrontare un OS unico con due OS separati, le cui funzioni esso riassume e svolge in maniera non voglio dire egregia ma quanto meno efficiente. Mentre su iOS fare una cosa minimamente più “da desktop” significa ancora fare contorsioni dolorose. C’è chi ama farle, tra automazioni e macro che richiedono ore di pianificazione strategica, ma è lo stesso atteggiamento di chi si fustiga per fede. Che glielo vuoi vietare? Io non ho la loro pazienza. O forse mi manca l’agilità di piegarmi io al non-OS dell’iPad. Non chiedetevi cosa può fare un iPad per voi! Chiedetevi cosa potete fare voi per lui! Io intanto mi chiedo se quel dispositivo stupefacente che sento descritto nello spot serale dell’iPad Pro (“aaah, se il tuo computer fosse un iPad Pro”, più o meno) sia davvero un iPad e non un Surface, che invece in quella descrizione mirabolante più ci potrebbe rientrare.
Gustomela su Medium: Cosa mi piace di Windows 10, e cosa no

Quattro anni di iPad

iPad 2012

Non ricordo se ne ho mai scritto, ma sono un utente di Day One da alcuni anni ormai. Grazie a quest’applicazione ho fatto caso che ieri sono giusto quattro anni dall’acquisto del mio primo (ed unico) iPad … quello denominato iPad con Retina Display, o volgarmente detto iPad 3. Correva l’anno del signore 2012.

Io (e ho scoperto non solo io) non aspettavo altro per lanciarmi nell’acquisto. Ritrovandomi poi con il modello dalla vita media più breve di tutti. A distanza di pochissimi mesi uscì una prima revisione con connettore Lightning e revisione del processore.

L’amico Riccardo Mori sul suo blog ha parlato a lungo dei pregi e difetti di questo modello. Esternando considerazioni che condivido appieno.

A distanza di quattro anni, ormai, l’iPad presenta una cover praticamente inservibile (unico accessorio originale acquistato) e delle ammaccature sul bordo, dovute ad un volo fatto dalle mie mani, ed ha come unico difetto quello di non reggere il carico del mio feed reader … in fase di sincronizzazione e caching dei 650+ feed – specie se ho parecchio arretrato – il sistema fa in freeze e si riavvia.

C’è da dire che non ho mai formattato il device, resettando e ricominciando da zero. Il mio iPad ha passato tutti gli aggiornamenti dal momento del rilascio ad oggi.

Ricomprerò un tablet? Ovviamente si, e sarà uno dei prossimi Pro con tanto di Pencil … Come device di consultazione, specie in relax a casa, è praticamente insostituibile. E dopo aver provato la Pencil penso che si apra un mondo d’uso sin’ora inedito.

Quando? A parte il lato economico della valutazione, devo dire che oggi non ho bisogno e quindi verosimilmente lo sostituirò quando questo smetterà di funzionare o applicazioni come Astropad matureranno ancora – assieme ad iOS – e potrà diventare uno strumento di lavoro continuativo per mia moglie …