Il web di una volta

… era pieno zeppo di siti e blog dove si potevano trovare informazioni, notizie, dettagli, how-to.

Noto che oggi tanti blog, questo compreso, siano più un confessionale dove l’autore critica o commenta la qualunque, prendendosi i suoi spazi ed il suo ritmo. Preferendo questo metodo comunicativo alla partecipazione di massa alla rissa dei social come X, Facebook, TIk Tok, Instagram, etc.

I nuovi spazi (Blueskye, Mastodon) al momento sono ancora spopolati e a meno degli amici che ci si porta dai vecchi giri, è difficile scovare cose nuove… per cui: se devo parlare a pochi, tanto vale farlo a casa mia (penso, così è per me).

Tutto questo mi sta bene, lo apprezzo, lo faccio anche io. Quello che mi manca sono però anche i post dove alcune cose tecniche o procedurali sono spiegate con calma, magari con cognizione e riferimento a testi / materiale informativo, piuttosto che essere sommersi da:

  • siti di consulenti che ti spiegano come diventare ricchi in 10 passi, invitandoti a fare un colloquio con lui. Ma se lui fosse ricco, avendo applicato i suoi stessi consigli, gliene fregherebbe davvero di cosa accade a te?
  • siti dove ogni screenshot e passaggio sono suddivisi in 100 pagine (per aumentare le view), 10000 blocchi, non meno di due o temila pop-up con spot o inviti a sottoscrivere newsletter. Anche loro piene di pubblicità.

Sono ormai pochissimi gli spazi tipo forum, dove almeno un gruppo di persone si parla e confronta costruttivamente su un tema. E temo che questi LLVM non faranno altro che prosciugare l’attuale patrimonio di spazi come StackExchange, senza aggiungere niente di nuovo.

Ti prego, portami alla vista esempi virtuosi. Da parte mia posso dirti che quando mi capiterà, cercherò di spiegare bene qualcosa di tecnico, ma al momento la vita mi sta dando solo lezioni di se stessa…

letture suggerite del 25 aprile 2023

Letture suggerite del 9 gennaio 2022

Letture suggerite del 1 Novembre 2020

  • The Truth Is Paywalled But The Lies Are Free
  • How TikTok recommends videos #ForYou — se utilizzi professionalmente la piattaforma, direi che è il caso di leggere questo post;
  • La nuova sfida della leadership: gestisci il tuo capo! — "la cultura che serve, e che dobbiamo far crescere, è quella di un confronto capo-collaboratore che sia a due vie e che consenta uno scambio reciproco privo di personalizzazione dei riscontri negativi e di attacchi alla persona. Il feedback da cercare è quello in cui tutti gli attori in gioco sanno vivere la naturale fase di dialogo come un momento professionale e professionalizzante che diventi la base della crescita, sia per chi lo propone sia per chi lo riceve."
  • American Migration Patterns Should Terrify the GOP — “Millennial movers have hastened the growth of left-leaning metros in southern red states such as Texas, Arizona, and Georgia. It could be the biggest political story of the 2020s.”
  • Il discorso più duro di Obama — “Alla convention democratica l’ex presidente ha attaccato Donald Trump e la sua Amministrazione come non aveva mai fatto prima, e ha detto che la democrazia americana questa volta è in pericolo

Diciamo addio all’Età dell’Informazione. Oggi è tutto reputazione.

There is an underappreciated paradox of knowledge that plays a pivotal role in our advanced hyper-connected liberal democracies: the greater the amount of information that circulates, the more we rely on so-called reputational devices to evaluate it. What makes this paradoxical is that the vastly increased access to information and knowledge we have today does not empower us or make us more cognitively autonomous. Rather, it renders us more dependent on other people’s judgments and evaluations of the information with which we are faced.

Così si apre l’articolo di Gloria Origgi su Fast Company che esamina uno dei mali principali dell’odierna società (dell’informazione). Una lettura da 5 minuti, che ti consiglio.

#DELETEFACEBOOK … O NO?

Ormai i telegiornali e i principali quotidiani on-line hanno ammorbato chiunque con – una parziale visione de – la storia di Cambridge Analytica e dell’uso assolutamente non etico dei dati che volontariamente abbiamo pubblicato su Facebook grazie a delle API che solo da qualche anno sono state modificate in modo da ‘limitare i danni’ in qualche modo.

Ora che le acque si sono calmate ti propongo qualche lettura (in italiano) sull’argomento … Lettura che spero ti aiuti a farti una idea più chiara di cosa è successo e di quali saranno le giuste contromosse che tu potrai attuare per proteggere la tua privacy. In attesa che il GDPR venga recepito in tutta la comunità europea ed i Legislatori comincino a legiferare – si spera! – in maniera intelligente sulla materia del trattamento automatico dei dati.

Buona lettura: