Controllo preventivo prima di aggiornare ad El Capitan

Complice una giornata un po’ calma sto recuperando la lettura di feed e forum tralasciata completamente (quasi completamente, ad essere onesti) negli ultimi due mesi.

Sul forum de iMaccanici ho trovato un’interessante controllo da farsi PRIMA di lanciarsi a testa bassa nell’aggiornamento di OS X da 10.10 (Yosemite) a 10.11 (El Capitan). In pratica si tratta di fare un controllo delle kernel-extensions [kext in gergo tecnico] installate sul sistema, avendo cura di rimuovere quelle “non firmate”

Apriamo il Terminale e copiamo il seguente comando e premiamo Invio:

system_profiler SPExtensionsDataType > ~/Desktop/kextList.txt

questo ci creerà un file testuale sulla Scrivania, possiamo quindi aprirlo con il nostro text-editor preferito (che da queste parti è TextMate – Beta – da diversi mesi) e andiamo a cercare ogni occorrenza della stringa “Obtained from: Not Signed” prendendo quindi nota delle estensioni incriminate.

Aiutandoci con Google, andiamo poi a capire quali mantenere nel sistema e quali eliminare (cancellandole fisicamente o mediante la disinstallazione delle applicazioni cui si riferiscono con strumenti come AppZapper o AppCleaner).

Dopo aver svuotato il cestino e riavviato il nostro Mac dovremmo – il condizionale è d’obbligo – essere al riparo da spiacevoli sorprese…

installare Popcorn Time senza jailbreak su iOS usando un Mac

iosinstaller.com/popcorn-time

Il progetto Popcorn Time aveva promesso un mese fa il metodo per installare la propria applicazione su dispositivi iOS senza utilizzare il jailbreak. Nel link riportato c’è l’installer – in versione beta – della variante da usare se come computer si ha un sistema Mac OS X (nello scorso mese era presente solo la versione per Windows).

NON ho installato il tool, non mi interessa farlo… riporto qui il link solo perché un paio di persone mi hanno fatto richiesta e a questo punto mi era più pratico procedere in questo modo. C’è una guida sull’inglese EssentialMac su come procedere all’installazione che mi pare copra i vari scenari di utilizzo.

come creare una pendrive (o disco) USB di installazione di OS X 10.10 “Yosemite”

Avendo a che fare spesso con l’installazione e manutenzione di Mac, mi torna utile avere dei dischi USB o semplici pendrive per installare OS X senza dover procedere al download di volta in volta. Poche ore fa è uscito un aggiornamento del sistema operativo, motivo per cui l’immagine di installazione è stata aggiornata sul Mac AppStore.

Ho quindi aggiornato la mia “pennina USB” da 8 GB con il comando da Terminale preparato da un paio di release a questa parte da Apple stessa. Inserita in una porta libera del computer, attendiamo che venga riconosciuta dal sistema e diamo il comando seguente, seguito da invio e dall’inserimento della nostra password utente (*):

sudo /Applications/Install OS X Yosemite.app/Contents/Resources/createinstallmedia --volume /Volumes/NomePennina --applicationpath /Applications/Install OS X Yosemite.app --nointeraction

Dove è bene notare che /Volumes/NomePennina è il percorso assoluto del dispositivo che vogliamo dedicare per avere il nostro supporto USB di installazione di OS X 10.10 “Yosemite”


(*) supponendo di essere utente amministratore del sistema!

come installare Apache + PHP + MySQL su OS X con Homebrew

Facendo felice il mio amico Signor D, e magari qualcun altro tra voi, ecco un veloce tutorial passo-passo per installare e configurare un ambiente di sviluppo web con Apache, PHP e MySQL (e phpMyAdmin) su OS X grazie all’aiuto di Homebrew.

Il tutto grazie ad un post di Diego Escalante, un hacker peruviano coinvolto nello sviluppo di Gnome (di cui giusto ieri è stata rilasciata la versione 3.12):

Setting up Apache + PHP + MySQL on OSX with Homebrew →

Buona lettura!

Real Life Instagram

Real Life Instagram è un progetto fotografico – ospitato sul popolare social network Tumblr – del fotografo Bruno Ribeiro che si propone di raccogliere una serie di scatti sulla falsariga del seguente:

tumblr_nf5ub3xRkr1scyw7so1_400

In pratica qualcosa a metà tra street-art ed installazione artistica, che parodizza il mondo della “fotografia filtrata” resa popolare da Instagram…

Bruno Ribeiro con l’aiuto dell’equivalente analogico di filtri, hashtag e tutti gli ingredienti del popolare social network, scatta queste foto per strada. E naturalmente, le reinvia tutte a fine della giornata ancora una volta sul web.

risolvere il mancato boot di OS X

Venerdì scorso il mio MacBook Pro si comportava in modo strano. Qualche lentezza e l’impossibilità di installare l’aggiornamento dell’Adobe Flash Player mi hanno spinto alla cancellazione di qualche file e ad giro di pulizia approfondito con Onyx. Qualche giorno prima avevo anche cancellato il file mach_kernel, tornato visible dopo l’aggiornamento ad OS X 10.8.5 (come accade da anni a quanto pare).

Non so a causa di quale di queste manovre ma alla fine il risultato è stato il seguente. Il mio MacBook Pro non riusciva più ad avviarsi, e mi mostrava impertinente questa schermata che ho prontamente immortalato:

A nulla sono valsi i miei tentativi d’uso di Utility Disco attraverso l’uso dell’Internet Recovery e della partizione di ripristino del sistema. Disco in salute smagliante, qualche permesso sballato nella libreria di iTunes ma niente, il sistema non si avviava.

Avevo perso qualche infomazione dei settori d’avvio del sistema.

L’unico metodo risolutivo è stato quello di reinstallare esattamante la stessa versione di OS X che avevo nel sistema, la 10.8.5. Questo ho potuto farlo attraverso l’uso della pendrive di emergenza che ho costruito (e mantenuto aggiornata versione dopo versione) con Lion Disk Maker così come spiegato nel post precedente.

Dopo una veloce installazione il sistema è ripartito snello e scattante come da tempo non mi accadeva. Per la cronaca ora Utility Disco mi mostra la seguente situazione sul mio disco fisso, sono quasi sicuro che prima del fattaccio Recovery HD non apparisse visibile… forse per via di un errore di clonazione quando installai questo nuovo hard-disk nel Mac.

UtilityDisco-Macintosh_HD

P.S. = Flash Player poi l’ho installato, mi serviva per visualizzare dei contenuti pubblicati su SlideShare…

come abilitare il plugin Java su Firefox e CentOS a 64bit

Nelle scorse settimane avevo instalalto e configurato un server CentOS 5.3 a 64bit, installato sia la Java-openJDK che la JRE ufficiale SUN a 64bit e bona.

Stamattina mi chiama un collega e dice che il plugin su Firefox non gli va. Vedo e rivedo non capisco quale sia il problema, perso – tra l’altro – tra centinaia di post che fanno riferimento a vecchie versioni della JRE, di Firefox e vecchie incompatibilità tra il plugin ed il browser tra 32 e 64bit.

Alla fine, fortunatamente, trovo questo post, con l’indicazione del file libnpjp2.so che, nel mio caso, si trova in /usr/Java/jre1.6.0_16/lib/amd64/libnpjp2.so.

Vado nella cartella /usr/lib64/Firefox-3.0.14/, creo una directory plugins ed impartisco il comando:

ln -s /usr/Java/jre1.6.0_16/lib/amd64/libnpjp2.so libnpjp2.so

Avvio quindi Firefox, mi reco alla pagina di test per la virtual machine ed ecco il risultato atteso:

Your Java configuration is as follows:

Vendor: Sun Microsystems Inc.

Version: Java 6 Update 16

Operating System: Linux 2.6.18-164.2.1.el5

Architecture: amd64

Enjoy!

come installare Java SDK su CentOS

Ultimamente sto preparando un server CentOS (release 5.2) per la sua clonazione su altri 13 nodi del nostro cluster di calcolo e mi sono trovato alle prese con l’ installazione di Java su questa distribuzione derivata da Red Hat.

Purtroppo, anche se di recente la Sun ha rilasciato tutto il suo ambaradan Java con licenza libera, questo è avvenuto troppo tardi Perché il progetto CentOS (ma anche altre distribuzioni) potesse includerne i pacchetti in fase di rilascio delle release della famiglia 5. La cosa, invece, dovrebbe essere risolta quando la CentOS 6 verrà rilasciata.

Per eseguire una corretta installazione di Java (Runtime Environment o Software Development Kit) è quindi necessario, e sufficente, rifarsi al puntuale How To Install Java on CentOS 4 and CentOS 5 pubblicato nelle pagine del wiki della distribuzione.

Bisogna solo avere qualche accortezza nell’approcciarsi alle procedure descritte nell’how to, ossia:

  • rimuovere la versione già pacchettizzata da CentOS di Java (nella sua implementazione libera) eventualmente installata prima dell’how-to;
  • rimuovere tomcat5 e tutti i pacchetti ad esso connessi;
  • attenersi alle procedure dell’ How to Set Up an RPM Build Environment under CentOS
  • il pacchetto Java-1.6.0-sun-1.6.0.10-1jpp.nosrc.rpm citato nell’how to richiede ancora la versione 10 del JDK, mentre al momento sul sito della Sun è disponibile l’update11 … dovrete fare una ricerca nella sezione dei download per il l’installer in formato *.bin esatto.

Alla fine della procedura ti basterà installare gli rpm appena costruiti per avere un Java funzionante nel sistema.

Un semplice yum install tomcat5 ha installato in un soffio Tomcat (ed altre 37 pacchetti ad esso connessi) senza nessun problema di dipendenze.

Spero che queste poche righe ti siano utili 😀