nuovo iPhone? come condividere la posizione usando il tuo nuovo smartphone

Se hai acquistato un nuovo iPhone e per un qualunque motivo non dovesse funzionare la localizzazione della tua posizione usando l’applicazione Dov’è, ecco un promemoria su come attivare tale funzionalità con il nuovo device.

  1. Sull’iPhone o sull’iPad da cui vuoi condividere la tua posizione, apri l’app Impostazioni.
  2. Tocca il tuo nome.
  3. Tocca Dov’è.
  4. Tocca “Usa questo [dispositivo] come mia posizione”.

E questo è tutto!

Come impedire il cambio automatico di abbinamento delle tue AirPods tra iPhone, Mac e iPad

Oggi su Mastodon un contatto chiedeva, frustrato, come potesse impedire il cambio automatico di sincronizzazione tra le sue cuffie AirPods ed il suo Mac mentre era alla scrivania al lavoro.

Posto che il cambio, il ripristino, della connessione è possibile portando il mouse sul fumetto di notifica dell’abbinamento in modo da far comparire la freccia anti-oraria di annullamento dell’operazione:

… si può sempre decidere di annullare / modificare questo ‘cambio automatico’.

L’impostazione va fatta su ciascun dispositivo cui le AirPods sono collegate e procedendo come segue. Su iOS / iPadOS bisogna andare in Impostazioni –> Bluetooth e qui selezionare le cuffie, premendo sulla ℹ️ alla destra

Qui ci verrà mostrata la schermata di dettaglio delle nostre cuffie, e la relativa impostazione Connetti a questo iPhone / iPad

Entrando in questo menù potremo dire al device di connettersi in automatico alle cuffie, oppure se connettersi con precedenza rispetto agli altri solo se è stato / era l’ultimo dispositivo connesso alle AirPods

Sul Mac la procedura è la stessa, e su Ventura si presenta come nello screenshot seguente (si risparmia un passaggio / navigazione in un sottomenù):

E questo è quanto! Buon lavoro…

letture suggerite del 12 febbraio 2020

  • The Basecamp Guide to Internal Communication – Basecamp è una delle realtà imprenditoriali “sul web” che più ammiro. Hanno un modello di business unico, e in questo articolo condividono il loro metodo di lavoro in merito alla comunicazione interna. Una lettura super-interessante;
  • The Evil List – In questa lista sono riportate 30 aziende tech che con i loro comportamenti danneggiano noi cittadini (ed il ‘mercato’). Alcune per me sono state una sorpresa (nel senso che mi aspettavo altri tipi di scorrettezza, non quelle elencate);
  • Ligatures in programming fonts: hell no – un parere, che mi sembra condivisibile, sul non adottare font monospaziati che utilizzano le legature. Come sempre ci sono poi dei pareri diversi, ma in questo caso mi sembra sia tutto espresso con una certa ragionevolezza e con poco ‘capriccio’;
  • Passwords that make you feel good – trovare una password complessa è un lavoraccio, perché non usare tecniche che gli abbinano anche dei messaggi positivi?
  • Why I won’t buy an iPad: ten years later – Cory Doctorow torna su un suo vecchio articolo in merito all’iPad
  • Il guasto per la provocazione — lettura bonus. Il buon Lucio, da par suo, commenta il precedente articolo. È sempre bello poter leggere due opinioni contrastanti, senza insulti tra le parti;

Apple: la privacy e gli iPhone

In queste settimane sta circolando (anche) sulle televisioni degli italiani lo spot Private Side di Apple che elogia le funzioni di sicurezza integrate negli iPhone (e più in generale sui sistemi equipaggiati con iOS).

Come però fa notare la Mozilla Foundation in un suo articolo, ed in una sua petizione, Apple può – e dovrebbe – fare di più … come ad esempio non equipaggiare i dispositivi di un ID univoco per il targeting pubblicitario. O al massimo, come chiesto nella loro petizione, resettarlo automaticamente ad intervalli regolari. Per esempio ogni mese.

Ti invito a firmare la petizione, QUI

Se invece non sapevi che il tuo iPhone (o il tuo iPad o la tua AppleTV di ultima generazione) ti identificano e vuoi sapere come limitare questa funzionalità, ti invito a seguire le indicazioni della pagina Rifiuto degli annunci pubblicitari mirati in App Store e Apple News del supporto ufficiale Apple.

Panic ritira Transmit per iOS. Riflettiamo

… il fallimento economico dell’app non è imputabile per intero al modello di ricavi imposto da Apple per le app iOS.

Ma questo non deve servire a nascondere quello che è il nodo centrale del problema, ovvero che un client FTP su un ambiente come iOS è un po’ ridicolo. Non come idea in sé, anzi. L’iPad Pro perde un grosso pezzo del suo arsenale software. Ma un’app che deve maneggiare file, in cartelle, su locale e in remoto, spostandoli, rinominandoli, magari editandoli, non si incastra benissimo negli schemi di interazione che impone iOS, anche nella sua versione on steroids per iPad Pro. È già una mazzata sui … denti quando lo si fa su desktop, e il pregio di Transmit è proprio rendere le operazioni più semplici e veloci, facendo di un’app così noiosa una cosa piacevole da usare, che non urta, che anzi delizia per cura dell’interfaccia, fluidità dell’UX, funzioni. Ma su iOS questo non basta.

Gustomela

Come sempre riflessioni non banali dall’amica @gustomela.
Personalmente per i miei dispositivi iOS non ho mai comprato un’applicazione di produttività personale diversa da un editor fotografico o da qualcosa che faccia da “diario”, proprio per i motivi elencati qui sopra. E per quanto mi dispiaccia per Panic – come sviluppatori – non credo correrò a comprare Transmit, o qualche altra loro app per iOS, sino a quando il paradigma di funzionamento scelto da Apple non si avvicinerà a quello di una gestione consapevole del file system del dispositivo.