SETTE DOMANDE DA FARSI QUANDO SI PROGETTA O SI REVISIONA UN PRODOTTO

Interessantissimo il thread lanciato da Julie Zhuo sul proprio profilo Twitter sul come ci si può approcciare nella progettazione di un “prodotto” o alla sua revisione in fase di miglioramento dopo il lancio dello stesso.

CINQUE UTILI DOMANDE DA PORRE A SE STESSI

La scorsa settimana il buon Seth ha tirato fuori dal cappello questa piccola perla, sintesi perfetta di anni di studio, esperienza e ragionamento sul migliorare sè stessi ed il proprio lavoro.
Eccovela, tradotta per una fruzione più ampia possibile…

— via Seth Godin

Qual è la parte difficile?
Quale parte del tuo lavoro, se improvvisamente migliorasse molto, avrebbe il maggiore impatto sul risultato che cerchi?

Come stai spendendo il tuo tempo?
Se diamo un’occhiata al tuo calendario, quanto tempo è speso a reagire o a rispondere agli arrivi, quanto è sotto il tuo controllo e quanto è concentrato sulla parte difficile?

Cosa hai bisogno di sapere?
Quali sono le competenze che non hai che renderebbero il tuo lavoro più efficace?

Qual è la parte che fa paura?
Quali risultati o interazioni stai cercando di evitare di pensare o di interagire? Perché?

Ne vale la pena?
Dopo aver esaminato le vostre quattro risposte a queste domande, potreste avere un’idea migliore di ciò che serve al vostro progetto per raggiungere il suo potenziale. Il risultato del progetto – per coloro che servite e per voi – giustifica ciò che serve per raggiungerlo?

AFFRONTARE L’IGNOTO: IL FALLIMENTO COME VANTAGGIO COMPETITIVO

Questo è un vecchio talk dell’amico Simone Tornabene al TEDx di qualche anno fa a Catania.

Siamo stati abituati a pensare alla Conoscenza come un oggetto. Accumulabile e trasferibile. Soprattutto: fonte di vantaggio competitivo. Il mondo di oggi pervaso da Internet è però più complesso che mai. E in questo mondo la Conoscenza tende a diventare una commodity: l’informazione è abbondante e diventa in fretta obsoleta. Cosa determina dunque la vittoria nelle sfide odierne? L’approccio che abbiamo a quello che ancora non conosciamo. Quello che non conosciamo (ancora) è più importante di quello che sappiamo. E per approcciare l’ignoto è importante saper fallire. Il modo in cui falliamo è responsabile dei nostri successi.

Simone Tornabene

A mio parere, anche a distanza di anni, quanto esposto è ancora vero. È ancora valido. Buona visione.

del perché regalo le mie idee

Il vero motivo per cui posso permettermi di dire “prendete le mie idee e fatene quello che volete anche senza citarmi” è che sono idee spinose, rizomatiche, spesso acerbe, quasi sempre aggrovigliate.
Sono idee, insomma, di cui il rubacchiatore standard fa molto poco e sono preziose invece per i ricercatori simili a me, soprattutto nell’atroce dilemma che caratterizza chi come me è un po’ distratto: l’ho pensato o l’ho letto? È un’idea mia o l’ho sentita dire da qualcuno? E da chi? E quando? E in che contesto? Alla fine sono tutte energie sprecate, perché le idee che regalo e che non vendo sono idee che assomigliano molto all’albero che pianti sapendo che farà ombra ai tuoi bisnipoti, molti anni dopo la tua partenza per altri cieli.

Quindi, non solo ti dico: prendi e usa e non darti pena di citarmi ma ti dico, fai lo stesso. Spargi stimoli e idee come fossero semi in terreni che non possiedi.

Mafe De Baggis

del cominciare

Se tenti, forse riuscirai.
Se non tenti, non riuscirai mai.
Questo vale per tutte le cose. Non riuscire è il risultato del non tentare.

proverbio giapponese

Fissa visioni, non obiettivi

I’ve learned that embracing the ‘why’ of what I’m doing is a lot more valuable than the ‘what’.

A vision helps drive me forward and estabilish an overarching sense of purpose, whereas a set target always changes once I hit it. Life tends not to obey the metrics or deadlines usually associated with goals, so setting a strong vision rather than a concrete goal can be a much more powerful, ambitious long-term motivator.

Il grassetto è mio, la fonte la sto cercando … avendo fotografato il brano qualche mese fa sulle pagine dell’amato Offscreen Magazine.