del perché regalo le mie idee

Il vero motivo per cui posso permettermi di dire “prendete le mie idee e fatene quello che volete anche senza citarmi” è che sono idee spinose, rizomatiche, spesso acerbe, quasi sempre aggrovigliate.
Sono idee, insomma, di cui il rubacchiatore standard fa molto poco e sono preziose invece per i ricercatori simili a me, soprattutto nell’atroce dilemma che caratterizza chi come me è un po’ distratto: l’ho pensato o l’ho letto? È un’idea mia o l’ho sentita dire da qualcuno? E da chi? E quando? E in che contesto? Alla fine sono tutte energie sprecate, perché le idee che regalo e che non vendo sono idee che assomigliano molto all’albero che pianti sapendo che farà ombra ai tuoi bisnipoti, molti anni dopo la tua partenza per altri cieli.

Quindi, non solo ti dico: prendi e usa e non darti pena di citarmi ma ti dico, fai lo stesso. Spargi stimoli e idee come fossero semi in terreni che non possiedi.

Mafe De Baggis

Gravity problem

Troppo spesso lottiamo contro le cose che non possiamo cambiare, nel gergo del Design Thinking sono chiamate “gravity problem”, cioè problemi equivalenti a lottare contro la forza di gravità. Un effetto collaterale è rinunciare a lottare del tutto, invece di fare la cosa più intelligente: identificare un problema più piccolo e risolvibile che molto spesso modifica la situazione al punto di rendere il “gravity problem” irrilevante. Quindi: mai perdersi d’animo 🙂

Mafe De Baggis, Koselig #67

Nessuno obbedisce, nessuno comanda

È stato anche l’anno in cui ho seriamente dubitato della possibilità di continuare a lavorare in un contesto apparentemente lontanissimo dal mio metodo e dai miei valori, per non parlare della possibilità di continuare a vivere in un paese così malmesso. Questo però vale per tutti, o almeno per tutti quelli che pensano che non si possa guardare dall’altra parte mentre altri soffrono. Anche in questo caso, forse insistere è stupido. Forse dovrei davvero andare via. Oppure mettere da parte understatement e timidezze e lottare per le cose in cui credo.

Mafe De Baggis

Mi è molto piaciuto questo passaggio di uno dei post più recenti di Mafe. A volte, da circa cinque o sei anni, me lo chiedo anche io cosa sia più giusto fare. Per dare una prospettiva al nostro lavoro, una speranze e un’occasione a nostro figlio.

La vita intanto scorre, gli eventi mi trascinano. Ma la domanda resta…

Letture suggerite del 3 Giugno 2018

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#luminol – Tracce di realtà rivelate dai media digitali

Mafe De Baggis – #luminol copertina

Ho appena finito la lettura del mio secondo libro cartaceo di questo 2017. Stimolato da un post di Ivan Rachieli (non ricordo più se sul suo blog o nella sua newsletter) ho dato corpo alla mia intenzione d’acquisto del libro di Mafe presente da tempo, insieme ad altri, nella mia wishlist di Amazon.

Premesso che sono mediamente distratto da mille vicende, e che quindi non ho seguito la genesi del libro, ho approcciato la lettura completamente all’oscuro delle tematiche che ci avrei trovato… forte solo della quarta di copertina e della mia fiducia nell’operato e nelle idee dell’autrice.

Nel corso delle cento pagine (circa), l’autrice ci accompagna in una investigazione sulla natura dell’umana interazione sul Web… che si ripete sempre uguale, ma su scale diverse, sin dagli albori della comunicazione telematica tra persone. Dalle BBS ai newsgrup, passando dai forum e dalle mailing list sino ad arrivare ai “benedetti” social…

La tesi è che questo internet non è altro che uno strumento nella mano delle persone che la popolano e che in esso riversano il meglio ed il peggio di sè. E se ci pensiamo, guardiamo a cosa ci è possibile fare, con quale facilità ed a quante persone possono farlo, è una delle invenzioni migliori di sempre… usato con la giusta attenzione ci permette di gustare il meglio della vita in questo mondo iperconnesso, dove l’informazione di permea e avvolge, ma dove è sempre possibile fermarsi ad assaporarne un pezzetto vivendo un momento con lentezza (e consapevolezza).

#luminol – Tracce di realtà rivelate dai media digitali è un libro che voglio far leggere a molte persone di una certa età – con la triste eccezione di qualche coetaneo e, orrore!, anche di qualcuno ben più giovane di me – che oggi sembrano subire la narrazione dei media che raccontano il Web come un mondo oscuro e separato da quello reale, dove solo le perversioni crescono e si realizzano. Narrazione che omette di raccontare anche il lato bello del Web.

Note a latere

Il libro nasce evidentemente come ebook, dove l’inclusione di materiale dal web (spezzoni di pagine web o citazioni da Twitter) erano parte viva ed integrante del testo. Purtroppo la trasposizione su carta, e le ragioni di costo che hanno portato alla trasformazione di questi contenuti in immagini, poi rese in bianco e nero, in alcuni casi ha portato a situazioni di bassa o cattiva leggibilità dei testi riportati. Come detto in privato a Mafe nelle prossime occasioni potrebbe essere meglio – a mio avviso – riportare la citazione come testo, e poi a piè pagina riportare la URL originale.

Come OT finale, o bonus, in questo libro ho trovato anche una meravigliosa chiosa / citazione di Platone. Ed a volte mi chiedo se ci siamo mai evoluti o se tutto quello che possiamo dire di noi stessi sia già stato detto e capito secoli e secoli fa…

Buona lettura!