L’IMBOSCATA DEL CONTENT MARKETING

Ti abbiamo istruito, fatto divertire, fatto commuovere, fatto piangere, il tuo engagement era altissimo, e poi ci lasci così senza nemmeno un clic sul retargeting? Nemmeno una sveltina sul carrello abbandonato?


Puf. Perché alla fine la gente è meno scema (su certe cose) e fa i conti, e guarda al vantaggio, non esiste la gratitudine nel marketing. Dimentica presto chi ha creato i contenuti emozionali, di fronte allo sconto. Essere i master della fase di awareness non significa quindi automaticamente dominare la parte finale dell’acquisto (anche se bombardiamo di remarketing): la nostra evangelizzazione verrà poi sfruttata da altri. Il funnel è contenitivo di un utente medio come una striscia di vernice stradale.

Esempio: sto cercando ispirazione per arredare la mia casa. Il brand da 1000 € a pezzo mi fornisce l’ispirazione giusta, ma poi io vado all’Ikea e prendo un oggetto da 100 €. L’imboscata del Content Marketing è scattata sul povero brand. Per questo dobbiamo essere estremamente selettivi nel creare contenuti. Per interessare solo coloro su cui avremo un vantaggio nella fase di conversione.

Gianluca Diegoli, via ☞

letture suggerite del 17 febbraio 2019

Dopo due mesi d’assenza riprende la rubrica delle letture suggerite. Massimo cinque articoli che reputo particolarmente degni di una lettura da parte tua…

Futuro del marketing | social media 2019

È avere uno stimolo in più oltre al blog per continuare a condividere, a produrre, a scrivere, a conversare su quel mondo da pazzi che è il marketing. Un rito, quello della condivisione, che si sta perdendo per strada, lo notavo agli eventi: gugli il nome, e niente. la maggior parte dei digital-social-marketing manager non condivide mai niente in modo continuativo, non partecipa davvero alla conversazione, non tiene non dico un blog, ma nemmeno posta qualcosa che non sia “la mia azienda ha fatto questo, guardate”.

Gianluca Diegoli, via ☞

Abbiamo prodotto 1000 video in 1 anno. Ecco cosa ho capito

Non credo nei segreti professionali e penso anzi che sia indispensabile condividere con tutti la teoria e la pratica dei video e delle produzioni realizzate dal nostro team negli ultimi 12 mesi. L’obiettivo è quello di ricevere osservazioni, commenti e segnalazioni per migliorare ulteriormente la qualità dei contenuti così come il pensiero che c’è alle spalle.

Andrea Girolami

Tratta da una interessantissima lettura trovata grazie ad una segnalazione di Gianluca Diegoli nella sua ultima “Lettera Settimanale” …

PERCHÉ È GIUSTO PAGARE IL SOFTWARE

I like paying for my software when I’m buying it from a company that’s responsive, fast and focused. I like being the customer (as opposed to a social network, where I’m the product). I spend most of my day working with tools that weren’t even in science fiction novels twenty-five years ago, and the money I spend on software is a bargain–doing this work without it is impossible.

Seth Godin

bloggare, con la b minuscola

I think most people would be better served by subscribing to small b blogging. What you want is something with YOUR personality. Writing and ideas that are addressable (i.e. you can find and link to them easily in the future) and archived (i.e. you have a list of things you’ve written all in one place rather than spread across publications and URLs) and memorable (i.e. has your own design, logo or style). Writing that can live and breathe in small networks. Scale be damned.

When you write for someone else’s publication your writing becomes disparate and UN-networked. By chasing scale and pageviews you lose identity and the ability to create meaningful, memorable connections within the network.

Tom Critchlow: ☞ Small b blogging

Un piccolo estratto da un bell’articolo di Tom Critchlow sul bloggare con la ‘b minuscola’ in contrapposizione a Bloggare con la ‘B maiuscola’. Da una segnalazione di Ma.tt … È bello vedere che questa posizione sull’avere un proprio spazio, coltivare la propria nicchia, non sia solo l’utopico (?) desiderio di alcuni, ma una diffusa esigenza.

Google on the rise

“Google’s business depends on an open web that is searchable and contains as much of the world’s information as possible. The biggest threat to Google is a world in which essential information remains inside the walled gardens of platforms like Facebook, Instagram, and Snapchat, where its crawlers cannot go”.

via Chartbeat Blog

Seguendo uno strano percorso tra link, partendo da alcuni articoli di Gina Trapani su Medium dove si parlava di progetti editoriali e dell’utilizzo di WordPress contro CMS diversi o custom mi sono imbattuto in una serie di ottime letture. La parte citata viene da uno di questi.

L’azienda Chartbeat all’interno delle sue attività di ricerca, svolte sul proprio parco clienti, ha recentemente rilevato come la ricerca su Google, sebbene ancora drogata da espedienti / trovate come AMP in ambito mobile, pare essere tornato decisamente alla ribalta come principale fonte di accesso ai contenuti di Editori e Autori … anzi è in decisa crescita, contro valori tendenzialmente statici di Facebook.

E la cosa è ottima … perché per la natura stessa del business di Google è basata sugli standard – e sull’esistenza – di un Web Aperto, al di fuori dei giardini dorati di social network proprietari (appunto Facebook, Instagram, Snapchat).
E di questo io non potrei essere più felice !

Che, lentamente, il ribelle web si stia risvegliando dal torpore degli ultimi anni?

NON STO VENDENDO NULLA

“I’m not selling anything”

Credo che Seth Godin non abbia bisogno di tante presentazioni, almeno per chi si occupa di marketing e di Internet (scusatemi il maiuscolo, ma sono vecchio e per me quella è la notazione corretta del termine).
Il suo è uno dei blog più longevi al mondo, e tra i pochissimi a vantare aggiornamenti giornalieri con piccole riflessioni – come quella che oggi ti ho messo in evidenza – o articoli più strutturati. Se mastichi l’inglese non puoi perdertelo!

In merito alla segnalazione di oggi, mi ha molto colpito il mettere in evidenza il fatto che per il solo fatto di pubblicare scritti su un blog, un video, una foto, una Storia di fatto equivalga a mettere in vendita qualcosa: se stessi (le proprie competenze, professionalità), una idea, un prodotto. La speranza è che si metta ‘sul mercato’ qualcosa che migliori quello che esista, e non che ne sia una banale ed ennesima copia … mai sia addirittura qualcosa di peggiorativo!

Mettere ‘sul mercato’ le mie conoscenze e professionalità è lo scopo per cui oggi questo sito esiste. E tu, ti sei mai chiesto perché sei on-line?