Non so che dire

Sono settimane, giorni, strane. Impegni ed interessi e apatia e attesa e calma e nervosismo si susseguono senza sosta, e mettere in fila i pensieri e le sensazioni mi risulta difficoltoso.

Anche la lettura di feed, how-to, documentazione su questo o quell’argomento sono assorbiti ma non digeriti. È come se avessi un box all’ingresso del cervello dove sto ammassando le cose, che prima o poi passerò a riordinare.

W il blog personale, perché mi permette di scrivere quello che mi va. Quando mi va.

alla fine i blog…

I blog, nel flusso dei social network, si sono riposizionati. Hanno assunto un ruolo più vicino alla riflessione e all’approfondimento. E mantengono altre qualità. Per esempio funzionano di solito su piattaforme che non sono troppo ingombranti dal punto di vista dell’influenza sui comportamenti e possono svilupparsi contando spesso su piattaforme aperte. Il loro recupero di importanza potrebbe avvenire proprio in connessione con due problemi che si pongono: il primo è il bisogno di qualità, il secondo è il bisogno di apertura delle piattaforme.

 

Ma occorre riprendere consapevolezza di un punto chiave: i blog sono rilevanti se si citano, se si comportano come un sistema che collabora, se si dichiarano reciprocamente rilevanti. La pratica di citare deriva ovviamente dalla pratica scientifica, sottolinea l’importanza del metodo che nell’attribuzione delle fonti trova un valore chiave, diventa un modo per accumulare il sapere in modo documentato, può sostenere l’ulteriore innovazione.

Luca De Biase, Alla fine, i blog si stanno riproponendo come una soluzione importante. Possono esserlo di più

Coltivare le abitudini

Come dicevo nel post di ieri su Medium, grazie alla mia assidua frequentazione della piattaforma (ritengo) sono stato abilitato alla scrittura sulla piattaforma.

Il che è un piccolo onore Perché per la lettura è aperta a tutti, l’interazione è possibile per chiunque abbia un accont su Twitter, mentre per contribuire con dei contenuti propri (anche non inediti) è necessario essere invitati dagli autori.

L’argomento che ho scelto per il primo articolo pubblicato sulla piattaforma – intitolato Growing Habits – è stato dedicato al mio attuale stato di soddisfazione nell’uso dei due sistemi operativi di Apple (Mountain Lion ed iOS 6).

A Family Meal 2

A quasi un anno di distanza dal rilascio di entrambi, infatti, non ho alcuna smania di novità e mi sono ritrovato ad accogliere a cuor sereno l’annuncio del lancio delle grosse novità da Cupertino solo ad autunno inoltrato. Mi sto gustando, infatti, ogni giorno per esplorare sempre più a fondo le mille piccole features ‘nascoste’ in OS X.

Ho il tempo per guardare nuovi software, capire se fan per me, trovare soluzioni ai workflow di amici, parenti e colleghi… E temo novità che facciano perdere appeal in ambito professionale (o meglio nella mia professione) alla piattaforma, in un momento in cui sia Microsoft che Ubuntu (per citare la distribuzione Linux più aggressiva sul mercato) trovo che tentennino a dare una direzione certa al mondo del computing desktop … la prima con la rottura introdotta dall’interfaccia ibrida di Windows 8, i secondi persi in mille fork e teorie del tutto personali e non ecumeniche su ambienti grafici, paradigmi di UX e senza nessuno che si dedichi a software ‘da scrivania’ in grado di accontentare le esigenze dell’uomo comune …

E tu? Ti stai gustando il momento o stai contando i minuti che ci separano dal prossimo major upgrade?

politiche 2013, riflessioni – 6

Qualsiasi risposta desse Grillo a qualsiasi domanda, fosse pure sul colore preferito per le maschere di carnevale, si perderebbe una fetta di elettori: non c’e’ nessuna scelta concreta che sia condivisa.

Uno che vive sul “no a tutto” non puo’ mai affermare nulla se vuole sopravvivere politicamente.
amico che preferisco lascio anonimo

WordPress > Strumenti > Esporta

Se ti ritrovi ad utilizzare lo strumento di esportazione incluso su WordPress ricordati che il file di esportazione:

conterrà  tutti gli articoli, le pagine, i commenti, i campi personalizzati, i termini, i menu di navigazione e gli articoli personalizzati.

Utenti, link (quelli che costituivano l’ormai desueto Blogroll) e chissà che altro NON vengono importati. Fai quindi attenzione a pianificare il trasloco del tuo blog…

cambiamenti lavorativi

Una mesata fa LinkedIn pubblicizzava i suoi servizi ai suoi iscritti (me compreso, quindi) facendo notare quanti (e graficamente quali) contatti avessero modificato la propria situazione professionale nel primo semestre di questo 2011, invitando ad aggiornare il proprio profilo.
Ragion d’essere intrinseca di un social network di questo tipo, no ?

Ben 73 dei miei 395 contatti (il 18,5%) ha in qualche modo modificato, spero positivamente, il proprio status lavorativo. Tra le persone ritratte ci sono diverse che stimo ‘sommamente’ nel loro campo professionale.

Vuol dire che io, non avendo cambiato nulla, sono in qualche modo mediocre/inadeguato nella professione che svolgo? Non iniziare progetti, non esporsi a stimoli – e stress – nuovi mi rende vecchio? Son domande che mi faccio, quasi ogni giorno…

Tu ti chiedi mai ‘cosa voglio fare da grande’ ???

Sic transit gloria mundi

(in lingua Italiana: “così passa la gloria di questo mondo”, in senso lato “Come sono passeggere le cose del mondo“) è una celebre locuzione in lingua latina.

L’altro ieri su Twitter ho appreso due cose: dell’esistenza di appleecious e della sua immimente (?) chiusura.

Incuriosito dall’appello accorato vado a vedere di che si tratta e trovo l’ennesimo sito di Mac-notizie il cui impatto grafico mi colpisce negativamente.

Una carrellata sui contenuti mi porta a vedere che si tratta di un ulteriore sito di notizie mordi e fuggi sul mondo della mela (ovviamente NON mi sono letto tutti e trecento i post e non ho visitato il forum) SENZA approfondimento alcuno (ad esempio il post in home page su Opera Mini per iPhone …)

Diciamo che oltre il 50% della pagina a video è costituita da pubblicità , il post singolo vede aumentare questa “copertura”.

Ora, Perché dovrei apprezzare questa risorsa? Questo approccio massivamente “monetizziamo tutto” che permea questo blog e tanti altri siti?

Dov’è il fattore umano che è alla base di siti che hanno (o hanno avuto) ben altro riscontro? Penso a MacStories, lo storico primo Tevac, iMaccanici o all’opera certosina di Riccardo Mori o del buon Nicola D’Agostino (faccio notare la nota in calce all’articolo).

Se lo scopo degli autori è stato di monetizzare qualcosa e in questa veste ciò pare non esser stato possibile o sufficiente a coprire le spese Perché si deve chiedere “aiuto” e non si può soltanto chiudere in silenzio o passare nel mondo “amatoriale” dei siti su WordPress.com che sono gratis e NON ti permettono (di base) ci capitalizzare con fantomatici “ad-sense” o similari?

La sensazione (sgradevole) che ho addosso è quella di avere a che fare con un gruppo partito alla carlona, che ha visto una crescita del proprio “consenso” e ha pensato bene di capitalizzarlo monetariamente SUBITO perdendo, a mio sindacabilissimo avviso, di mira il rapporto /apporto umano alla notizia che c’è nella nuova generazione di siti informativi.

Son troppo cattivo a pensarla così?

RSVP

R.S.V.P. è un acronimo che significa Répondez, s’il vous plaît, che in francese significa Rispondete, per favore. In Italiano è stata anche proposta la frase Risponda Se Vuole Partecipare.

È normalmente associato ad un invito per un qualsiasi tipo di evento, privato o pubblico: un matrimonio, una festa di compleanno, l’inaugurazione di una mostra, e così via.

Si usa, in particolare, quando chi organizza l’evento ha bisogno di esercitare un controllo sul numero dei partecipanti, in modo da predisporre il numero adeguato di posti e/o di porzioni per il rinfresco od il pasto.

L’etichetta vuole che si risponda prontamente a tale invito, anche per rispetto della persona invitante.

(da Wikipedia)

…. che cosa frustrante, avvisi amici e parenti che quel giorno li, tra sei mesi, ti sposi. C’è tempo e modo di prendere le ferie, un permesso, organizzarsi un attimo, mettere un paletto, un punto fermo nella tua vita da nomade, sbattuto tra mille impegni e mille lavori diversi.

Capita invece che proprio tutti quel cavolo di week-end cambino casa, lavoro, abbiano meeting e così via e allora uno si sente un po’ come nella immagine qui sotto.

Message in a bottle

Per fortuna c’è un nucleo di amici (*) che ci saranno sicuramente e su cui – anche se in silenzio, anzi chiedo perdono di questo – poggio la mia gioia e mi permettono di assaporare la gioia che di qui a pochi giorni proverò, Perché la gioia si autoalimenta e gioire in 2 è diverso dal gioire in tanti!

(*) = voi sapete chi siete 🙂