letture suggerite del 15 aprile 2024

letture suggerite del 15 ottobre 2023

14 regole per mantenere la tua sanità mentale on-line

Diversi anni fa Kai Brach, l’autore dietro il mio adorato Offscreen Magazine e della newsletter Dense Discovery, condivise questo poster motivazionale.

Kai ha elencato quattordici semplici regole che, se applicate correttamente, possono aiutarci a relazionarci correttamente, in una maniera socialmente e psicologicamente sana, alla nostra vita (online e non, direi).

Sul punto sette ho “in canna” una citazione ad-hoc di un articolo letto giusto l’altro ieri che avevo in mente di condividere a breve.

Sul punto dieci mi ritrovo nel lavoro fatto negli anni nel mio piccolo canale Slack “SulPulmino” nato da una serie ricorrente di conversazioni online su Twitter con vari amici, dove ci rincorrevamo tra thread diversi usando quell’hashtag. A distanza di anni il canale è ancora vivo, nonostante molti si siano allontanati (anche dall’uso della piattaforma, che dopo un periodo incredibile di crescita della sua adozione ha visto un crollo verticale … almeno stando alle mie esperienze). Parliamo di Apple, di software, cazzeggiamo, arte e fumetti, musica. Se ti interessa partecipare scrivimi l’email a cui mandare l’invito per partecipare.

Infine, il punto quattro. Prima di intraprendere qualunque azione on-line prendiamoci un momento. Respiriamo. E riflettiamo se abbiamo tempo, voglia ed energia necessarie a portare avanti una discussione (piacevole o meno) sull’argomento.

letture suggerite del 12 febbraio 2023


Un po’ in ritardo oggi, chiedo perdono.

abbandonare Twitter (ci vediamo su Mastodon)

Non so se stai seguendo le ultime vicissitudini che coinvolgono il social network Twitter, ed il disastroso stato intrapreso da management e sviluppo sotto la nuova direzione di (F)Elon Musk.

Prima il pagamento di una cifra discreta per essere un utente verificato, poi i licenziamenti pazzi (e qualche egualmente pazza riassunzione), poi la cacciata dei client di terze parti tramite esclusione all’accesso alle API di sistema, poi l’annuncio di nuovi ed esorbitanti prezzi per poter accedere a tali API, infine sempre più storie di pagamenti non onorati verso aziende di queste parti.

Il pesce ha cominciato a puzzare troppo” per i miei gusti, e non potendo usare tool per la cancellazione dei vecchi tweet sono un po’ corso ai ripari rendendo privato il mio profilo Twitter e aprendo un account su Mastodon

https://toot.community/@koolinus

Questo sui sopra è il mio handle, e ti invito ad aggiungermi al tuo network (se lo vorrai) visto che non ho intenzione di postare più su Twitter.

Tra l’altro ho appena fatto in tempo ad usare un paio di quei tool che ti aiutavano a scoprire gli account di quegli amici che avevi su Twitter e che hanno un profilo pubblico in una delle tante istanze del feediverso Mastodon. Oggi questa operazione è inibita e dovrai un po’ procedere a mano, esplorando i contatti delle persone che deciderai di seguire.

Jetpack Social. Un passo falso secondo me.

Jetpack Social, WordPress plugin banner

Una piccola doccia fredda per chi, come me, per anni ha utilizzato il plugin Jetpack – che ricordo essere sviluppato da Automattic, l’azienda USA più direttamente coinvolta nello sviluppo delle soluzioni Open Source e SaaS per WordPress – al fine di condividere i propri post sui principali Social Network.

Anche se “sconsigliabile” nell’uso, rispetto a sistemi di condivisione più avanzati e se vogliamo professionali, specialmente in ottica SEO, per l’uso amatoriale e occasionale tale plugin svolgeva più che bene il proprio lavoro.

Share up to 30 times per month for free with Jetpack Social, and upgrade to share as many times as you want!

Da un mese a questa parte, questa dicitura campeggia nelle righe iniziali della descrizione di questo plugin (disponibile sia come parte della suite Jetpack che come plugin singolo) e ha provocato un certo sdegno tra gli utenti.

Personalmente ho disattivato questa funzione, e posso dire di esser rimasto abbastanza basito nel non trovare una comunicazione chiara e ‘onesta’ del cambio di rotta nello sviluppo del plugin. Per un mondo che sinora si è contraddistinto da chiarezza e trasparenza nei processi, questo credo sia un brutto passo falso e temo possa essere il preludio di manovre similari per altre parti dell’ecosistema WordPress. Speriamo di sbagliarci…

Credere obbedire condividere

quando siamo di fronte a qualcuno che ci racconta qualcosa, qualcosa che ha vissuto in prima persona, mettiamoci nell’ordine di idee che quella persona non ci sta raccontando le cose come sono davvero andate. Ci sta “mentendo”.

Ci sta raccontando il suo storytelling della cosa, l’avvenimento al filtro delle sue idee, dei suoi traumi, dei suoi preconcetti, degli stereotipi che ha in testa. Ogni persona è una fonte, ma non della cosa successa: dell’esperienza di essere stati lì, umani, con tutto se stessi.

Fabrizio Venerandi

Consiglio davvero la lettura di questa riflessione di Fabrizio. Utilissima in tempi come questi, dove dopo la ‘narrativa’ della pandemia, si è quasi alla saturazione grazie alla sovrapposizione della narrazione del conflitto Russia / Ucraina (e conseguente fioritura di problematiche economiche, politiche e militari dalle eco inquietanti… tali da non permettermi di vivere serenamente la visione di un telegiornale, specie se di proprietà di un certo personaggio che vive ad Arcore).
Chiudo qui i commenti, e invito chi volesse a commentare sul blog di Fabrizio…

Letture suggerite del 20 marzo 2022