letture suggerite del 7 dicembre 2025

letture suggerite del 28 settembre 2025

dell’improvvisa morte di SoundTracking

Tra i servizi on-line che ho usato molto spesso da quando posseggo un iPhone, Soundtracking era uno di quelli che utilizzavo più volentieri rispetto alle sue controparti più blasonate. Del tipo: Shazam.

Lo scorso anno il servizio era stato acquistato dal servizio di streaming musicale Rhapsody, ma come semplice utente non avevo ricevuto comunicazione alcuna (né per email né attraverso l’app) sull’acquisizione o su ciò che questa avrebbe significato per noi utilizzatori del servizio. Tutto procedeva come sempre (e non è quasi mai una brutta cosa). Addirittura giovedì scorso avevo ricevuto la periodica email con un sunto delle attività dei miei contatti …

SOUNDTRACKING

Sabato sera stavo realizzando una compilation su Spotify e mi tornava utile utilizzare l’applicazione per il riconoscimento di un paio di brani mai ascoltati prima. Prendo il mio iPhone e non trovo più l’applicazione sul telefono. Sono sorpreso ma non troppo, visto un incidente per cui avevo messo il cellulare nella tasca posteriore dei jeans senza bloccare lo schermo, cosa che aveva portato ad una cancellazione di alcune app. Poco male, mi dico, la cerco sull’iTunes Store … ma non la trovo.

Dopo un po’ di “impazzimento” scopro che Rhapsody ha chiuso il servizio dal giorno alla notte, lasciando tutti gli utenti con niente in mano … né un export, né uno storico, niente. Pessimi. Davvero pessimi.

SoundTracking Shutdown FAQ (20150712)

In queste occasioni mi tornano immancabilmente in mente Our Incredible Journey e la sua collezione di roboanti comunicati di chiusura di “incredibili viaggi” di siti e servizi web, ma sopratutto un ormai stagionato ma sempre valido concept dell’amico Nicola D’Agostino sullo stare sempre attenti con la dipendenza dei servizi web made in USA visti i disastri – per l’utente – collegati alla loro caducità!

installare Popcorn Time senza jailbreak su iOS usando un Mac

iosinstaller.com/popcorn-time

Il progetto Popcorn Time aveva promesso un mese fa il metodo per installare la propria applicazione su dispositivi iOS senza utilizzare il jailbreak. Nel link riportato c’è l’installer – in versione beta – della variante da usare se come computer si ha un sistema Mac OS X (nello scorso mese era presente solo la versione per Windows).

NON ho installato il tool, non mi interessa farlo… riporto qui il link solo perché un paio di persone mi hanno fatto richiesta e a questo punto mi era più pratico procedere in questo modo. C’è una guida sull’inglese EssentialMac su come procedere all’installazione che mi pare copra i vari scenari di utilizzo.

Non sentirsi in colpa con Spotify

Grazie ad una segnalazione ieri ho letto uno dei più bei post di quest’anno – opera di Tiziano Bonini – intitolato appunto

Non sentirsi in colpa con Spotify →

In questo articolo Tiziano esamina lo stato dell’arte dell’industria musicale, di come oggi un fan possa supportare effettivamente il suo Artista preferito e di quali possano essere gli scenari virtuosi in cui il mercato della musica, ormai, fluida si dovrebbe muovere… Buona lettura!

lo streaming radio di Last.FM chiude i battenti

Al punto 5 dell’Elenco delle cose da fare in campo digitale: le nuove priorità  digitali per il 2013-2014 (si apre in una nuova scheda) linkato nel post di ieri vi era citata la necessità di esecuzione di un “aggiornamento del quadro UE relativo ai diritti d’autore”.

In un panorama, o meglio, mercato ormai mondiale (almeno per quanto riguarda il mondo occidentale) è infatti anacronistico e del tutto controproducente – per la proliferazione di nuove proposte editoriali ed il loro corollario di occupazione – la segmentazione dello stesso all’interno degli ambiti nazionale.
Sono davvero poche le realtà  a potersi permettere uffici (o studi) legali tali da garantire a loro la corretta conduzione degli affari nel rispetto delle singole normative nazionali.

Anche Last.FM (si apre in una nuova scheda), pur conosciutissimo ed ormai da anni affermata come realtà musicale del web, crolla sotto questo giogo.

A partire dal prossimo 15 gennaio (si apre in una nuova scheda), infatti, il loro servizio radio – di cui per anni sono stato affezionato utilizzatore e per cui mi ero riproposto quest’anno di diventare membro pagante – verrà dismesso.
Nello specifico:

  • Negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Germania, la radio nel client desktop diventerà una funzione riservata agli abbonati, come negli altri Paesi.
  • In Canada, Australia, Nuova Zelanda, Irlanda e Brasile, il nostro servizio non subirà cambiamenti significativi.
  • Sfortunatamente, in tutti gli altri Paesi non offriremo più un servizio radio a partire dalla data indicata.

Ricapitolando dei 193 Stati mondiali riconosciuti dall’ONU soltanto OTTO hanno una legislazione tale per cui il modello di business della ‘vendita di contenuti musicali in streaming‘ adottato da Last.FM (ma anche Rdio (si apre in una nuova scheda) e Spotify (si apre in una nuova scheda)ed altri) a questo punto è tale da permettere questo modello di business. O almeno questa è la mia percezione da ignorante di diritto d’autore/musicale e di commercio internazionale, nonché di consumatore finale.

Anche questa è una libertà  che oggi mi viene negata, assieme ad altre ben più importanti.

Tra i buoni propositi del 2013 mi piacerebbe quindi che di soluzioni per la cosiddetta Agenda Digitale, ce ne fossero anche a livello politico e non di “tipo economico o morte” (come mi pare sia avvenuto dopo la constatazione (si apre in una nuova scheda) che soldi per finanziarla come ‘pensata’ non c’erano).

della cattiva implementazione di Conviva LivePass a Radio Deejay

Ieri sera, per una serie di eventi, mi sono ritrovato a poter mettermi davanti al mac a “cazzeggiare” nella fascia d’orario in cui Alessio Bertallot ha il suo programma B-side su Radio Deejay.

Siccome non mi va di accendere il MacBook mi metto “al lavoro” sul PowerBook, punto Safari4 sulla URL della Radio, clicco su On Air e **BUM** !!!

deejay.it bad streaming plugin

Che bello! Son tagliato fuori!

Reputo Radio Deejay un network dalle proposte interessanti, che spesso ha spunti notevoli ed è sempre la prima a lanciarsi nell’adozione dei nuovi “media” che il mondo del WWW propone, ma certe scelte proprio mi fanno andar fuori di melone … cosa costava usare qualcosa che fosse universalmente compatibile ?

Che senso ha andarsi a chiudere in questo Conviva ?

D’accordo, dal lato back-end sarà  anche “una figata” … ma come utente di un sistema operativo “di nicchia ma non tanto”, mi sento un po’ preso dai fondelli …

La soluzione, alla fine, è stata quella di mandare un’email a diretta@deejay.it esprimere il mio disappunto e comunicargli che sarei passato ad altra stazione musicale … ed infatti Nick the Nightfly era li ad aspettarmi su RMC 😉