Letture suggerite del 14 marzo 2021


Oggi pubblico con un po’ di ritardo, ma mi perdonerete … in vista delle prossime settimane di arresto domiciliare senza aver commesso reato, ho preferito concedermi una passeggiata all’aperto con la famiglia.

Letture suggerite del 7 febbraio 2021

Avere un blog o costruire un blog?

L’amico Nicola D’Agostino, in questa piovosa domenica in cui scrivo, ha condiviso in un gruppetto di amici questa ironica infografica del creativo Rakhim … l’intento era di sfotticchiare i più tecnologici del gruppo, che spesso si ritrovano nel mezzo di infinite discussioni su quale sia LO strumento per avere un blog, piuttosto che valutare poi l’effettiva comodità del tutto e dati alla mano vedere ‘cosa funziona’ e cosa no.

Se il grafico riportato è chiaramente realizzato con intento umoristico, trovo che sia drammaticamente vero. Conosco solo due eccezioni a questa verità, Lucio e Alessio. E poi magari Ciro (che però usa uno strumento a parte).

letture suggerite del 12 febbraio 2020

  • The Basecamp Guide to Internal Communication – Basecamp è una delle realtà imprenditoriali “sul web” che più ammiro. Hanno un modello di business unico, e in questo articolo condividono il loro metodo di lavoro in merito alla comunicazione interna. Una lettura super-interessante;
  • The Evil List – In questa lista sono riportate 30 aziende tech che con i loro comportamenti danneggiano noi cittadini (ed il ‘mercato’). Alcune per me sono state una sorpresa (nel senso che mi aspettavo altri tipi di scorrettezza, non quelle elencate);
  • Ligatures in programming fonts: hell no – un parere, che mi sembra condivisibile, sul non adottare font monospaziati che utilizzano le legature. Come sempre ci sono poi dei pareri diversi, ma in questo caso mi sembra sia tutto espresso con una certa ragionevolezza e con poco ‘capriccio’;
  • Passwords that make you feel good – trovare una password complessa è un lavoraccio, perché non usare tecniche che gli abbinano anche dei messaggi positivi?
  • Why I won’t buy an iPad: ten years later – Cory Doctorow torna su un suo vecchio articolo in merito all’iPad
  • Il guasto per la provocazione — lettura bonus. Il buon Lucio, da par suo, commenta il precedente articolo. È sempre bello poter leggere due opinioni contrastanti, senza insulti tra le parti;

letture suggerite del 20 Novembre 2019

  • Why Do We Hurt Robots? — non è la prima volta che riporto un link sull’argomento. Sicuramente è un argomento degno di approfondimento, visto che l’automazione è ormai profondamente integrata nella nostra società a livello manifatturiero, e con l’avvento della IoT è destinata a propagarsi anche nel resto della società;
  • Ossi Edizioni: un nuovo modo di pensare i libri scolastici — dopo un iniziale entusiasmo, man mano che scorrevo le immagini a corredo dell’articolo sul progetto di tesi di Simona Pastore, la valutazione estetica del prodotto è calato. Non è calato invece l’interesse e l’ammirazione verso la tematica affrontata ed il come.
  • We Built an ‘Unbelievable’ (but Legal) Facial Recognition Machine — a fine maggio mi è capitato sottomano il link alla notizia per cui sono stati stanziati dei fondi per permettere a scuole e case di cura di installare (obbligatoriamente) sistemi di video sorveglianza. Poco dopo mi sono imbattuto in un commento tra amici informatici dove ci si immaginava lo scenario di poca preparazione tecnica presente in queste strutture E l’eseguità dei fondi a disposizione, per cui è facile immaginarsi che le immagini catturate da questi sistemi saranno trasmesse con migliaia di altre già oggi in streaming in chiaro. Infine un terzo linkava quest’articolo che mostrava come già oggi un privato cittadino, con un po’ di tempo e qualche centinaio di euro possa identificare e tracciare persone e comportamenti grazie alle webcam installate in migliaia di luoghi pubblici. È tempo di fermarsi a pensare alle conseguenze delle nostre azioni sul web, troppi ancora non capiscono che il web è solo un altro aspetto della nostra vita … più difficile da controllare perché sempre accessibile a chiunque.
  • Il più ampio studio mai eseguito sulla salute delle persone transgender — la libertà di essere se stessi non è una cosa scontata. Ho letto con piacere di questa ricerca d’avanguardia (perché ancora raramente affrontata).
  • Exclusive: IKEA to revamp app as store strategy shifts — da un post della newsletter di Gianluca Diegoli apprendo di questa notizia ‘rivoluzionaria’. IKEA lentamente sta abbracciando in maniera decisa il percorso della vendita on-line piuttosto che lo sfruttamento dell’esperienza immersiva in uno store fisico che, necessariamente, per la maggior parte della propria utenza può avvenire una volta o due all’anno. Invece in questo modo pur abitando lontano dal negozio fisico posso venir coinvolto dai loro prodotti, e con un click (magari da app sul cellulare) ecco partire l’ordine che arriverà comodamente a casa mia.

Letture suggerite del 30 Ottobre 2019

letture suggerite del 26 Maggio 2019

  • Steve Jobs Never Wanted Us to Use Our iPhones Like This – “The devices have become our constant companions. This was not the plan.” riporta Cal Newport in un suo articolo di approfondimento sulle presentazioni di Steve Jobs del prodotto iPhone e su come oggi lo smartphone sia diventato pervasivo nella nostra vita;
  • It’s almost impossible to function without the big five tech giants – qualche mese fa fece scalpore l’esito dell’esperimento sociale di un giornalista di vivere senza i servizi dei 5 giganti del web. Secondo me se ne è parlato troppo poco, specialmente nei tavoli dove si prendono le decisioni;
  • Finding Lena, the Patron Saint of JPEGs – tutti gli studentdi di informatica hanno visto il suo volto. Qualche decennio dopo che fine ha fatto quella modella?
  • The Secret History of Women in Coding — si parla sempre di diversità di genere nel mondo dei programmatori. Ma una volta eravamo noi maschietti ad essere l’eccezione;
  • In Praise of Extreme Moderation — è un articolo un anno fa (praticamente) che si interroga sul perché tutti siamo sempre così indaffarati in mille cose, e sull’effettivo beneficio che questo comportamento ha (o non ha) nelle nostre vite.