le letture consigliate … 27 giugno 2015

Dopo il piccolo periodo di assenza, dovuto al lavoro e alle attività di aggiornamento grafico di questo sito, rieccomi con la selezione di cinque articoli significativi che mi piace sottoporre alla tua attenzione …

le letture consigliate … 11 maggio 2015

La storia di Oriana Fallaci trasformata in un riassuntivo

Achille Campanile …nel 1959, di fronte alla riduzione televisiva di Ottocento di Salvator Gotta, scriveva:

In generale anche io resto perplesso di fronte a certe riduzioni di fatti e detti storici nelle quali si ha l’impressione che i personaggi scimmiottino i futuri testi, prima ancora che questi vengano scritti. Si direbbe che, nei loro discorsi spiccioli, i personaggi conoscano in anticipo e per chissà quali facoltà divinatorie quelli che saranno un giorno i giudizi sulla storia e li snocciolino a ogni piè sospinto.

Avrei voluto vedere la fiction di RaiUno ispirata alla vita di Oriana Fallaci. Mi incuriosisce la figura di questa donna, i cui scritti – nelle occasioni in cui ho avuto modo di leggerli – mi hanno sempre colpito per lucidità e franchezza d’opinione. E invece pare che non mi son perso molto. L’articolo di Vanessa Roghi per l’Internazionale (da cui è tratta la citazione) non lascia scampo all’immaginazione.

Ed è triste vedere che già nel 1959 c’era un certo approccio alla narrazione verso il pubblico televisivo.

La società dell’informazione vista da Steve Jobs, 1996

Allora, che tipo di impatto avrà il web sulla nostra società?
Viviamo in un’economia dell’informazione, ma non credo che siamo una società dell’informazione. La gente pensa meno di un tempo. Principalmente per via della televisione. La gente legge meno e di certo pensa meno. Per cui fatico ad immaginare che la maggioranza usi il web per avere più informazioni. Siamo già sovraccarichi, saturi. Quasi tutti ne ricevono già molte di più di quante ne possano ragionevolemente assimilare.

Il problema è la televisione?
Da giovane guardi la tv e pensi: è una congiura. Le reti sono in combutta per farti rimbecillire. Ma poi quando cresci un po’, ti rendi conto che non è così. Le reti lavorano per dare alla gente esattamente quello che vuole. Che come idea è molto più deprimente. La congiura è un’idea ottimistica! Puoi sparargli a quei bastardi! Si può fare la rivoluzione! E invece le reti lavorano davvero per dare alla gente quel che vuole. È la verità.

[proseguendo nel riportare le citazioni dell’intervista di Steve Jobs su Wired nel 1996, come detto precedentemente]